I miei amici d’infanzia


Avevamo cartelle bellissime. Tutte uguali. Cambiava, talvolta, solo il colore. La mia era rossa. Non pesava da spaccarti la schiena in due. Avevo solo un’insegnante. Che mi faceva appassionare alle materie con la bocca aperta. Ogni sua lode era come una carezza tra i capelli. Tre quaderni. Un astuccio. Pochi libri. Ma dentro tanta curiosità. Ognuno portava tanto rispetto( quando la maestra, entrava in classe, ci si alzava in piedi ), educazione, umiltà e voglia d’imparare. Andavamo a scuola a piedi. Tutti col grembiule. Nonostante abitassi a Milano, non avevo paura. Eravamo sempre in compagnia.


Quando, durante le varie uscite scolastiche, esploravamo il mondo esterno, sembravamo un millepiedi, senza capo ne coda. Non c’erano vigili per attraversare. Gli autisti, si fermavano, senza pigiare in continuazione il clacson. Anzi, ci salutavano divertiti. Spesso, noi, correndo l’uno appiccicato all’altro, per non uscire dalla fila, ridevamo a crepapelle, col fiatone.

Quando andavo a chiamare gli amici, per andare a giocare, bussavo alla porta o chiamavo alla finestra. Si chiedeva gentilmente alla mamma, e se i compiti erano terminati, si usciva felici. Stando attenti ad osservare l’orario di rientro.

Sapevamo sempre a cosa giocare.

In modo semplice, ma con tanta fantasia. Bastava un gessetto bianco, da usare con parsimonia, ed ecco, assicurato il divertimento.


Parlavamo. Tanto.

Non guardavamo i vestiti o le scarpe che indossavamo. No. Ci guardavamo negli occhi.

Sognavamo. Insieme. Di cosa avremmo fatto da grandi.


Cantavamo a ritmo di “gorgheggi d’acqua” appena presa da una fontana. Spesso la tosse, a causa del liquido che andava di traverso, metteva una breve pausa al nostro “canto”. Qualche pacca sulla schiena, e si riprendeva. Perdeva chi prosciugava per primo la tazza. Eravamo felici.

Di essere. Non di apparire!


Niente ci dava maggior senso di libertà, che sguazzare nelle pozzanghere.

Le nostre mamme non brontolavano se dovevano  lavare i panni. Non ci rincorrevano  con le vitamine.

Eravamo noi e la nostra creatività. Ne assorbivamo l’energia pura.


Cantavamo. Le canzoni dei caroselli. Di Mina e Celentano. Dei Pooh. Di Baglioni. Di Marcella Bella. Dei Ricchi e Poveri. Della Carrà.

Bastava una spazzola e si apriva il palcoscenico.


La sera, il papà, non guardava il cellulare. Aspettava ad accendere la TV.

Mi metteva sulle gambe ed io volavo tra le nuvole. In alto……protetta, al sicuro. Sempre più contenta.


La sera, alle h. 20.30 circa, la mamma, mi accompagnava a letto. Non chiamava le amiche al telefono. Non si faceva il selfie, da mettere su fb.

Mi rimboccava le coperte. Si sedeva sul letto. Non guardava l’orologio, ogni due minuti.

Ma mi leggeva una favola. Facendo le voci dei protagonisti. Io, entravo in quel mondo magico, giocavo col cappellaio matto. Sussurravo a Cappucetto Rosso, di stare attenta al lupo. Indicavo al principe azzurro, come cercare Cenerentola.

E mentre tenevo d’occhio Hansel e Gretel, mi addormentavo serena ed amata.

59 pensieri riguardo “I miei amici d’infanzia

  1. Bellissimo post. Penso che una delle grandi differenze tra ieri ed oggi stia nel fatto che i genitori “proteggevano” i loro figli dai problemi “dei grandi”, finché non avevano la maturità per capirli ed affrontarli. Forse non è molto utile parlare del come pagare la rata del mutuo, dell’attentato xxx, davanti a bambini che non frequentano ancora la scuola primaria. L’infanzia ha bisogno di protezione e non dalle sbucciature alle ginocchia!!! Grazie comunque del bel momento di ricordi e buona giornata.
    PS.: Anch’io odiavo le disgustose fialette rosa!!!

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    1. Si, l’infanzia deve essere vissuta come tale. Ma è giusto raccontare, ai figli, cosa succede. Loro, anche se piccoli, sono molto intelligenti e soprattutto ricettivi. Noi genitori, dobbiamo essere onesti con loro. Spiegando cosa succede. Creando un clima sereno. Senza giri di parole.
      Loro impareranno ad aver fiducia e cresceranno consapevoli che di noi, si potranno fidare.

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    1. Ma grazie, cara!
      Si, ricordi meravigliosi. Mi fanno sempre sorridere e mi portano tanta allegria.
      Sei sempre gentilissima.
      Aggiungi ogni volta, spruzzate di colore!
      Grazie davvero🌺🌺

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  2. Che meraviglia!!! Anch’io sono cresciuta nello stesso modo, sbucciandomi le ginocchia, macchiandomi i vestiti scivolando sull’erba dei prati e giocando a nascondino nei boschi…e nello stesso modo ho cresciuto i miei due figli e anche il piccolino che tra poche settimane nascerà, crescerà così!!! 🙂

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  3. Tempi lontani vissuti da tutti noi, bei tempi che mettono nostalgia, ma che a raccontarli oggi fanno sgranare gli occhi ai nostri figli che son cresciuti in un mondo completamente differente, e che per loro sono incomprensibili. Mentre loro hanno mille canali alla TV da non saper neppure cosa scegliere, mentre noi avevamo solo RAI 1, le nostre gite erano avvenimenti, per loro sono la quotidianità, non posso dire di aver giocato con poco, ma di aver sfruttato ogni giocattolo si, mentre i nostri dopo una giornata li accantinano perché non più interessanti… Ecco tutto diverso, più o meno… anche se le vitamine, ricordo ancora oggi quelle fialette rosa con il tappo da schiacciare dal sapore orribile che mi toccava ingurgitare. 😊 Ma anche noi siamo cambiati, non siamo più come una volta, anche noi che nonostante abbiamo vissuto in quel modo semplice, siamo cambiati, ci siamo adeguati, e sincer entenon credo che torneremmo indietro. Esempio stupido forse, ma il cellulare ad esempio, mi ha evitato come mamma, grossi patemi d’animo. Quando mia figlia usciva mi avvisava del suo ritardo, o se avevo bisogno di lei potevo raggiungerla ovunque. Tutti cambia e cambiamo anche noi. Dobbiamo solo prendere il meglio anche da quello che la vita ci offre oggi.
    Le foto che hai postato sono meravigliose.

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    1. Grazie cara del tuo apporto.
      Si, adattarsi al cambiamento è inevitabile.
      Ma per quanto concerne la tecnologia, spesso, è usata in modo improprio.
      Ragazzi. Adulti. Intere famiglie che non dialogano più. Messaggi a destra e manca.
      Non senti nemmeno il tono della voce del tuo interlocutore…..
      Le persone fanno foto ovunque. Manca soprattutto la spontaneità.
      Buona giornata, cara Laura💕

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      1. Su questo sono perfettamente concorde con te. E anche noi che ce ne lamentiamo spesso cadiamo in questo errore. Dovremmo solo riuscire a trovare un equilibrio tra le due cose e imparare a bilanciare entrambe le cose. Buona giornata anche a te cara Dina 😘

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  4. Dina l’ho condiviso su facebook. Ti abbraccio

    “vi propongo un post della mia amica Dina pubblicato su wordpress. tornare indietro negli anni, ma tanto, tanto, con nostalgia ed emozione.”

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    1. Ma grazie Natale.
      Onorata.
      Ti avevo scritto che spesso, quando pubblichi una poesia, i miei commenti finiscono in Spam…..mannaggia😩.
      Buon proseguo di giornata con abbraccio incluso.
      Ciao, carissimo😘

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  5. Questo post mi ha fatto commuovere… mi ricordo della mia infanzia… tempi perduti

    ricordi che rimangono nel cuore, grazie cara Dina 🌻 di avermi fatto ricordare

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Grazie per il tuo prezioso tempo!

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