“ Ti voglio bene”

Per certe persone, questa semplice ma vitale frase, è così difficile da pronunciare!

Queste parole hanno un potere tale, che provocano un benessere immediato.

Ne senti l’effetto , quasi inebriante…

L’incantesimo si dirama per tutto il corpo. E quando arriva al cuore, s’insinua con delicatezza ed alita brividi di felicità.

Io, essendo estroversa, lo dico praticamente tutti i giorni, alla mia famiglia.

Se sono in cucina e rientra mio figlio dal lavoro o Rebecca, il pomeriggio da scuola, urlo ” Lo sai che ti voglio bene?”.

E loro ” Si, lo so. Anche io”.

Un paio di anni fa, ho assistito un ragazzo, che ha rinforzato in me, il potere di questa frase.

Era sera.

Un sabato di settembre.

La temperatura era piacevole.

Io, mio marito Alex e Rebecca, decidiamo di andare al Cinema.

Saliamo in auto e partiamo.

Percorsi un paio di chilometri circa, giungiamo ad un incrocio.

Ci sono tantissime persone.

È impossibile procedere.

Un uomo ci avverte che c’è appena stato un gravissimo incidente.

Dico ad Alex che devo scendere subito.

La scena che mi si presenta è terribile.

Un tir articolato, è di traverso, in mezzo alla strada.

Incastrata sotto, c’è un’auto.

Corro. Mentre mi avvicino, urlo e chiedo se qualcuno ha chiamato il 118.

Mi rispondono di sì.

Mi abbasso. Lo spazio è limitato.

Nell’automobile, c’è un ragazzo.

È spaventato. Tasto il polso. Avverto il battito.

C’è sangue ovunque. Gli chiedo come si chiama e osservo attentamente come respira e se è cosciente.

Mi risponde ” Marco”.

” Bene, Marco. Mi chiamo Dina. Sono infermiera. Stai tranquillo. Sta arrivando l’ambulanza.

Vado un attimo a prendere qualcosa per asciugarti il viso. Torno subito. ”

La gente intorno, si è raddoppiata.

Chiedo se qualcuno ha un paio di asciugamani, di cui uno bagnato d’acqua e dei guanti. O qualunque cosa, possa essere utile per asciugare.

Una donna mi dice che insieme al figlio, vanno subito a cercarmi l’occorrente. Altri uomini, sentono ed in poco tempo, ho tra le mani un paio di asciugamani e dei guanti . Mi pulisco un attimo le mani e li indosso.

Marco ha il volto coperto di sangue. Parlo. Piano. Lo tampono delicatamente.

Ha una ferita profonda, che dalla tempia destra, attraversa tutta la fronte, per finire all’estremità sinistra.

Ha il cuoio capelluto rialzato. Mi dice che la testa non gli fa male. Brucia solo un po’.

Mentre gli chiedo se ha dolore anche da qualche altra parte, vedo che dall’orecchio sinistro, il lato che vedo meglio, scendono gocce di sangue. Un rivolo continuo…

Mi dice che è incavolato perché la macchina è praticamente nuova. Ha fatto un sacco di sacrifici, per potersela comprare. Ha ancora le rate da finire di pagare.

” Beh”, gli rispondo, ” sinceramente mi sembra leggermente ammaccata, così ad occhio e croce”.

Si mette a ridire.

Gli occhi, stentano a restare aperti. La frequenza, sta rallentando.

” Hei , ragazzo! Su, dai. Raccontami ancora qualcosa. Hai la ragazza?”.

” No. Son troppo gelose. Sia mai! Preferisco uscire con gli amici e divertirmi”.

” Hai ragione. Ascolta…”

Marco, inizia a piangere.

” Cosa c’è? Hai dolore? Dimmi. Cosa ti succede?”.

Mi prende la mano. Appoggio l’asciugamano, ormai intriso di sangue.

Una signora, arriva, e nel ristretto spazio, me ne porge un altro pulito.

Ci guardiamo.

Nota a terra, l’altro. Un ammasso di sangue…

Chiudo gli occhi. Lentamente. Li riapro.

Lei capisce. Le scende una lacrima, di nascosto si gira . Si allontana.

” Sai, Dina. Un paio di giorni fa, ho litigato con la mamma. Per una stupidata. Da allora non ci rivolgiamo più la parola. Siamo due testoni. Che cavolo! Come sono sono stato stupido. “.

” Marco, quando arriverà, avrai modo di recuperare. Non preoccuparti.”

Mi stringe più forte la mano.

Inizia a far fatica a respirare.

Penso. Ma dov’è l’ambulanza? Ho perso la nozione del tempo.

Sono con il busto piegato in avanti. Sopra la testa, ho un pezzo del tir. Non devo guardare perché mi mette una leggera ansia.

Mi concentro su lui.

Dai , non fare la fifona. Mi sembra di essere in sicurezza. Almeno lo spero…

Mi sussurra” Dina, l’orgoglio non porta a niente. Io le voglio bene. Ma faccio fatica a dirle quanto lei, sia importante per me. Se solo avessi saputo che sarei finito sotto un camion! Avrei fatto subito pace. L’avrei abbracciata. Le avrei detto che le voglio tanto bene.”

Inizia a tossire.

Esce sangue dalla bocca. Il polso c’è ancora. Guardo le sue gambe. Sono completamente incastrate.

Avverto, a distanza, un suono .

Mi metto in ascolto.

Dio mio. Finalmente. Sta arrivando l’ambulanza.

Ed anche i Vigili del Fuoco.

Marco mi guarda. Mi stringe forte la mano.

Una stretta che sa di parole non dette…

Di un legame particolare.

Pochi minuti. Tanto spessore. Come definirlo?

Non saprei. Mi è impossibile scovare le parole giuste. Sento un brivido.

Uno scontro. Come il ghiaccio che cozza contro il fuoco.

Ma quest’ultimo, non riesce ad avere la meglio. No…il gelo mastica con denti acuminati, il caldo.

Arrivano i Vigili. Mi dicono di allontanarmi.

Marco mi sorride.

Io, anche.

So fingere bene. Lascio andare le sue dita. Fredde. Piano piano…

Mi guardo i guanti. Son macchiati di sangue.

Vorrei piangere. Ma trattengo il salato aspro delle lacrime, tra il respiro dei miei vestiti.

Dopo poche ore, Marco muore.

Emorragia cerebrale.

Mi riferiscono, il giorno successivo, che appena caricato in ambulanza, ha perso conoscenza e lo hanno intubato.

Dopo alcuni giorni. Squilla il telefono.

È una signora che cerca di me.

Mi dice che ha saputo che c’ero io, quando Marco ha avuto l’incidente.

Che gli sono stata vicina.

Piange.

Mi commuovo. Mi trema la voce. Le dico” Marco mi ha detto che le voleva bene”.

Tra i singhiozzi, mi dice ” Grazie”.

Quando passo da quell’incrocio, penso a quel ragazzo.

A ciò che mi ha insegnato.

Dire ” Ti voglio bene”.

All’improvviso.

Ad alta voce.

Sussurrato.

Senza vergognarsi. Senza temere .

Ogni giorno!

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141 pensieri riguardo ““ Ti voglio bene”

  1. Tu la testimone estrema, non passata lì per caso, ma come chiamata, che tutto nel mistero della vita (e della morte) ha un senso, se solo ci prendessimo il tempo per indagarlo…Tu ad accompagnarlo sulla soglia di quello che Amleto chiama: “l’inesplorato continente dal quale nessun viaggiatore fece mai ritorno”. Quei momenti che precedono il distacco nei quali nessuno chiamato ad assistervi sa come ci si debba regolare, salvo gente come Te attaccata a quella speranza che anche l’imponderabile possa evolvere positivamente, ma anche con quella consapevolezza senza calcoli che sa cosa in ogni caso possa far bene, far sentire meno soli in quel “passaggio”-commiato. Così che quel Ti voglio bene assurge sempre alla sola cosa che si possa dire e con la presenza fare, alleviare una sofferenza, accompagnare nel modo più empatico e con amore senza limiti e pudore. Tu possiedi in sommo grado quel genere di “spudoratezza” , forse la sola di cui “essere” fieri. Quel Tuo reiterato “Ti voglio bene” è come un asteroide lanciato in un oceano di acqua stagnante e indifferente, capace con i suoi alluvionali cerchi concentrici, come in uno tsunami benevolo, di generare amore in tutte le sue accezioni.
    Ti voglio bene!

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    1. Ho risposto anche all’altro tuo emozionante commento.
      Ma, non so il perché, la mia risposta, compare più sotto.
      Tu dici bene.
      Sono “spudorata”. Ed abbraccio questo termine con forza e con orgoglio.
      Son sempre stata timida.
      Estremamente.
      E mi ha arrecato mille e più mille ferite.
      Dio, la maturità, il Tempo, mi hanno insegnato, seppur a fatica, con immane coraggio, a non indossare alcuna maschera.
      Il mio torace, riveste il mio cuore, ma spesso mi dimentico perfino di indossarlo.
      Lo espongo con tale facilità, che non me ne accorgo.
      Certo, capita che si secchi quando lasciato all’aria, ma ho un ottimo balsamo a portata di mano.
      E poi, ricevo spesso, talmente tanto Amore, che ne vale sempre la pena.
      Tu non scrivi. Sarebbe riduttivo, definire in questo modo, l’incontro tra l’inchiostro ed il foglio che ti accoglie.
      Tu hai un talento straordinario.
      Tu fai danzare le parole.
      Tu sai confluire in un’unico incantesimo, poesia e sapienza.
      Sai condurre la mia anima per mano, tra le tue parole.
      Ed io, passeggio tra loro, con meraviglia.
      Ogni volta.
      Ti ringrazio per tuo prezioso tempo.
      Ti voglio bene, amico mio.
      Dio, vegli sempre su te.

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      1. ieri sera vedevo su Rai 3 la prima puntata di un meraviglioso programma dal titolo “lessico famigliare” (che si può vedere anche in replica attraverso RaiPlay) condotto da un famoso psicanalista che ha il pregio indispensabile della chiarezza e della comunicativa, la trasmissione trattava il tema madre e donna, ascoltandolo ammirato mi è venuto in mente codesto Tuo post, dove ho come ravvisato questi due ruoli, Tu inizi il Tuo post nel tuo privato familiare, ti metti in moto con la Tua famiglia d’improvvivo per andare al cinema, poi il tuo viaggio diventa “viaggio” …il caso?!!! allora l’amorevole madre che ha concepito s’imbatte (o è stata convocata!) in una tragedia, nell’imminenza di un distacco fatale e per magia diventa insieme una delle tante madri-madonne dell’arte impegnate nella deposizione dalla croce o straziate ai piedi di essa e insieme le tante Marte Veroniche e Maddalene. La madre di sangue abdica alla Mater Pietas ma più propriamente ci convive. Il tema era quello biblico delle due donne davanti a Salomone che si contendevano un figlio, per stabilire a chi fra le due dovesse essere attribuito, alla madre che lo ha generato o a quella che nell’abbandono l’ha accudito, alla trovata di Salomone di dividere fisicamente , spaccare in due il bambino, la madre adottiva rinuncia alla sua parte che ne avrebbe rappresentato la morte. E’ un tema terribile che ha trattato anche il teatro, Brecht con il cerchio di gesso del Caucaso e Sastre che ne ha fatto un testo per bambini, la favola della bambola abbandonata, testi che ho avuto il piacere entrambi di affrontare, avendoli messi in scena. Tu su un’altro piano hai offerto simbolicamente ma nel tuo caso sto termine astratto va declinato in “praticaMente”, entrambe le facce di una Mater, senza le implicazioni dirimenti di una scelta, che i il talento umano può, e deve, superare il concetto di bianco e nero e adeguarsi alle situazioni laddove un bisogno morale chiama. Se Ti si legge ci s’imbatte sempre in questo umanissimo altruista “pragmatismo”.
        Ti voglio bene
        inaspettata sorprendente
        amica mia
        So che Dio (il mio e o il Tuo)
        veglia sempre su Te

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  2. L’ha ribloggato su Vincenza63's Bloge ha commentato:
    Amici miei, dopo aver letto que di Emozioni/Dina non ho potuto fare a meno di mandare un messaggio ai miei afetti più cari scrivendo semplicemente scrivendo “Ciao, ti voglio bene”.
    La mia precarietà mi ha insegnato a non rimandare e a mollare sto post i pesi inutili.
    Un abbraccio

    Sempre Vicky!

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  3. Bello e straziante…
    Rivivo le parole di San Paolo con le quali ci dice di non far tramontare il sole sulla nostra ira. Più o men, ma rende l’idea…
    Rebloggo il tuo post, cara Dina, prima che sia notte.
    Chissà!
    Ti voglio bene
    Vicky

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    1. Sì, hai detto benissimo!
      Rubiamo tempo prezioso.
      Grazie delle tue parole.
      Son come dolci abbracci. Di quelli molto, molto speciali.
      Anch’io ti voglio bene.
      Grazie ancora. Stasera, poi, ne ho un bisogno particolare…
      😘

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    1. Sì, è importante.
      Moltissimo!
      Molti miei pazienti, prima di un intervento tumorale, ammettono che vedendo la vita, da un’altra prospettiva, si ripromettono di farlo al più presto.
      Ti abbraccio💖

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    1. Bellissima la frase “ …e salutarli”.
      Mi fa un’infinita tenerezza.
      Non ci avevo pensato.
      Grazie mia cara.
      Anche io ti voglio bene.
      Come non potrei volerne ad una persona che affronta , ogni momento della sua giornata, in bilico.
      Tra incertezze e domande senza risposte.
      Ma non per questo, senza coraggio, senza speranza, senza fede.
      Tu, mio esempio di vita.
      ❤️

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  4. Non lo nascondo, mi sono scese le lacrime a leggerti. Sapessi quante volete mi sono urlato dentro di non averlo saputo dirlo quando serviva e quante volte l’ho detto a sproposito!!!.
    Si, non ho mai saputo dirlo a mio padre… solo dopo ho capito quando fosse importante, ma ormai era tardi… è tardi. L’unico rimpianto della mia vita.

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    1. Dio, asciuga ogni lacrima.
      Tuo papà, lassù in Cielo, lo sa.
      Di questo, ne sono certa.
      Tutti facciamo degli errori.
      Tutti!
      Ma la preghiera, scioglierà, col tempo, la tua amarezza…
      Ti abbraccio.
      Grazie della tua testimonianza.

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  5. Non dico nulla se non che ti voglio bene, un sacco di bene e sono felice di averti conosciuta. Il web è positivo quando si incontrano persone come te.
    Una preghiera per Marco e una per la sua mamma. ❤

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  6. Hai commosso anche me!! Ecco. Pensavo di essere immune, ma la mente mi ha riportato ad altro velocemente. Sono molto parco nel dimostrare affetto con le parole, forse sono più bravo nei gesti. Nei piccoli gesti. Però avrei voluto dire anche io parecchi “ti voglio bene” e soprattutto un ultimo “ti amo”. Chissà forse un giorno…

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  7. Ti voglio bene e grazie per tutto sempre….qui leggo la vita per come va vissuta e imparo da ogni attimo delle tue preziose parole trascritte. qui non c’è strazio c’è vita vera fatta di tante cose che impongono il silenzio di comprende e di chi come me non ha parole per avvalorare. ps: se passi da me c’è un piccolo pensiero per te

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    1. Grazie, Paola.
      Sì, sono eventi che potrebbero verificarsi in qualunque momento della nostra vita.
      Ma capita, che siamo talmente presi dalle mille e più mille cose da fare, che ce ne scordiamo…
      Il tuo silenzio, per me, ha un valore assoluto.
      Perché ne riesco a percepire il suono.
      Ti voglio bene anch’io.
      Ho visto il tuo pensiero.
      Da mozzare il fiato.
      ♥️

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    1. Cavolo!
      Dev’esser stato terribile! Grazie a Dio, ce l’hai fatta.
      Tu sei spesso, nei miei pensieri.
      Più di quanto tu possa mai immaginare.
      Mai una volta che ti lamenti.
      Che ti piangi addosso.
      Anzi.
      Se tanti leggessero quello che scrivi…
      Avrebbero solo di che abbassare la testa e smetterla di lamentarsi.
      Grazie, mia dolce amica.
      Ricambio il tuo speciale abbraccio.
      ♥️

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    1. Le emozioni, scatenano in noi, scosse incontrollabili, di vento e polvere.
      Non dobbiamo opporre resistenza.
      Solo chiudere gli occhi.
      Il cuore, pian pianino, si calmerà.
      Ma sarà più forte…
      ♥️

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  8. Sei stata partecipe di una situazione drammatica con un finale non certo Lieto ma per questo ci deve insegnare che anche nelle piccole cose ci deve essere un sorriso e comunque a sapere bene come e quando pronunciare queste parole perché spesso le si sente dire a vanvera.

    Sherabbraccicari tivogliobene

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    1. Mi dispiace Giò.
      Ma so che tu hai fede. Parlando con tua mamma, lei, lo avrà sentito.
      Sicuramente.
      Su questo, non ho dubbi.
      Ti ringrazio.
      Ti abbraccio e nel silenzio, ti consolo, per quel” Ti voglio bene”, non detto.
      😘

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  9. È che ora sono impietrita e non riesco a pensare. È ingiusto. Tu però eri li. Sei restata accanto a lui.
    Io ho perso due amiche, giovanissime: 26 una e 33 l’altra. La mia vita dalla loro partenza ha una priorità ribaltata. E il ti voglio bene è al primo posto.
    Grazie Dina, seinun angelo del cielo.

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    1. Mi spiace tanto.
      Sono esperienze che cambiano la nostra prospettiva.
      Il compasso della vita, c’insegna ad accorciare il raggio. Per raggiungere prima, il centro…
      E tutto, acquista una risonanza diversa.
      Grazie a te.
      Sei sempre fonte di rinforzo positivo.
      ♥️

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  10. Dina mi hai fatto piangere! Quel ragazzo poteva essere mio figlio… il mio ragazzo ha avuto due settimane fà un incidente in auto, solo il suo angelo custode ha fatto sì che solo l’auto sia distrutta, lui e l’altra persona per fortuna non hanno riportato neppure un graffio. Io dico sempre “ti voglio bene” mi piace il suono di questa parola, ascoltarla quando la pronuncio e quando me lo dicono. Spesso viene dato per scontato, ma non è così… si deve dire, sempre in ogni momento. Quando io e mio figlio abbiamo una discussione, lui anche se non me la dà vinta, se ritiene di avere ragione, ma vuol mettermi a tacere, termina sempre con “ti voglio bene anch’io” è il suo modo di dire… “discutiamo si, tu hai torto, ma… ci vogliamo bene”.

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    1. Cavolo😬.
      Grazie a Dio!
      Che spavento!
      Per un genitore è una manciata di anni di vita, che se ne vanno in frantumi..
      Chissà perché, ma lo avevo immaginato che tu lo pronunciassi spesso.
      La tua anima sensibile, romantica e delicata, non poteva agire diversamente.
      😘
      Notte, mia cara Laura💫

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  11. Santo Iddio Dina tu non puoi scrivere cose così mi fanno un male cane perché piango e dico a me stessa che non è giusto non è giusto morire comunque! Fanno un male cane queste storie di vita straziante ma sanno comunque riscaldare il cuore e dare una speranza di riparo … ora scusa ma vado a sciacquarmi il viso. 😞😞❤️

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    1. Sì, s’impara sempre.
      Ogni volta.
      Forse, ci permette di ascoltare con maggior attenzione, i silenzi, che nascono dal rumore della vita.
      Grazie del tuo abbraccio.
      Ricambio volentieri.
      Notte, Adriano💫😘

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    1. Sì, bastano anche i gesti.
      Certo.
      Ma dire queste parole, spesso, risulta estremamente difficile.
      Rende vulnerabili.
      Espone l’anima.
      E la nostra società, ci insegna, invece, ad essere forti.
      A non manifestare apertamente i nostri sentimenti.

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        1. Sì, molto dipende anche da loro.
          Nulla conta più dell’ esempio.
          Crescere in una famiglia, dove si respira amore, incide positivamente sul nostro cammino.
          Ci induce a credere, che lungo il sentiero tortuoso della vita, non ci sono solo erbacce da estirpare, ma anche tanti fiori da ammirare e da cogliere.

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