Cuore di mamma…

Ieri, al lavoro, mattina densa di belle emozioni. Di quelle che ti riempiono i polmoni e trattieni il fiato, per espirarle , poi, nell’aria, e farle volare verso Dio. Per ringraziarlo e sperare che ne arrivino sempre di nuove.

Stiamo facendo i test ai vari macchinari, quando arriva il ginecologo e ci avvisa di preparare la Sala Operatoria numero 1, per  un cesareo urgente.

Allora via, di corsa.

Dico:” Mi lavo io!”.

La collega inizia a preparare i farmaci per l’anestesia. In regime d’urgenza non c’è tempo per fare la spinale. Occorrono più minuti.  E noi non ce li abbiamo. Anzi, il piccolo, non ce li concede!

Metto gli occhiali per gli schizzi. Apro il materiale, aiutata da un collega nuovo. Gli spiego  velocemente come aprire i presidi medico-chirurgici. Poi, gli dico:” Per il resto, ti aiuterà la mia collega. Tu osserva. Stai lontano dal carrello sterile. Guai a te!”.

Si mette in un angolo e guarda. È basito. Sembriamo tutte formichine indaffarate. Con gli zoccoli di plastica che silenziosamente ” zampettano” sul pavimento.

Arriva la paziente. È giovane. Chiedo ai colleghi, quanti anni ha. Mi rispondono venticinque. È sovrappeso. Peserà circa centocinquanta chili. Ha un pancione enorme.

Non è per nulla spaventata. Vado al lavello ed inizio a strofinare le mani con la spugnetta imbevuta di disinfettante quando sento urlare il mio nome:” Dina, Dina. Fermati. Vieni subito in Sala!”.

Mi asciugo e rientro.

Che diamine è successo?

Il ginecologo mi riferisce che la testa del bambino è scesa. La dilatazione è praticamente completa.

Non possiamo più praticare il taglio cesareo. Speriamo di riuscire a far partorire spontaneamente la mamma.

Quando le pazienti sono obese, ci sono parecchie difficoltà.

Posizioniamo la paziente, sul lettino, in posizione ginecologica. Allarghiamo le gambe e notiamo il liquido scendere. Non è limpido.

Il bimbo  dev’essere assolutamente fatto nascere!

Quando il liquido amniotico, solitamente color dell’acqua, si colora di verde, significa che il neonato sta soffrendo. Ci comunica il suo disagio. Ci dice di tirarlo fuori alla svelta. Perché l’ambiente in cui sta, non è più ospitale, ma anzi, lo sta avvelenando.

Chiedo alla ragazza come si chiama.

“Anna” , mi risponde.

Le dico:” Anna, devi aiutarci. Insieme ce la faremo. Sei in buone mani. Ascolta. Chi nasce, innanzitutto. Un maschietto o una femminuccia?”.

” Arriva Ambra. Non vedo l’ora. Tu, come ti chiami?”

” Dina. Ascolta Anna. Quando senti arrivare la contrazione, ce lo dici che noi ti aiuteremo a spingere. Farò compressione sulla tua pancia per rendere la spinta più efficace. È questione di pochi minuti. “.

” Sì, sì. Voglio partorire da sola. Sono felice di non fare il taglio cesareo. L’ho sempre sognato. Sono tranquilla e… arriva la contrazione! Mio Dio, quanto fa male”.

Un ginecologo, assistito dall’ostetrica che è arrivata dal reparto, prova a veder se esce la testina.

Si vedono i capelli scuri. Ma risale velocemente.

Ci guardiamo. Rassicuro Anna. Le dico che abbiamo visto la testina. Ambra ha tanti capelli. Sono scuri, come i suoi.

Poi, guardo il ginecologo. Mi fa un cenno con la testa. Dobbiamo muoverci. Controlliamo il battito.

È buono, va bene. È vispo. È forte.

“Arriva un’altra contrazione” dice a voce alta, Anna.

Posiziono i miei avambracci sulla pancia. Tocco per sentire l’utero. Faccio fatica a percepirlo. La massa impedisce di capire bene.

Spingo sull’addome, con forza,  piegandomi sulle ginocchia, verso il basso. La testina fa nuovamente capolino, ma sfugge dalle mani esperte del medico .

Apriamo la ventosa. Dobbiamo prendere la testina e non farla scomparire nuovamente!

Anna sta facendo un ottimo lavoro. Non si lamenta. Non perde coraggio. Riesco a scambiare una battuta. Riesco ad impadronirmi del tono della mia voce. Che ubbidisce alla mia volontà di apparire calma.

Dentro, no. Se non riusciamo a prendere e trattenere la testolina…

Ma il pensiero se ne va subito. E che cavolo! Chi molla?

Arriva ad aiutarmi un altro ginecologo.

Mi dice:” Dina, schiaccio io, ora. Ti dò il cambio. Prendi fiato. Sostieni la paziente.”

Anna mi dice se può tenermi la mano.

Mi tolgo i guanti. Sente che ho le mani sudate. Ho tirato tantissimo. Sono fradicia. Comprende.

Mi sorride.

Siamo complici. Sì. Unite per far nascere Ambra.

Arriva un’altra contrazione. Anna mi stringe forte. Spinge.

Il ginecologo riesce a posizionare la ventosa. È fatta.

Sta per tirare. Si stacca. Non bisogna forzare. Assolutamente.

Ma subito, Anna, spinge ancora.

Io dico:” Dai, Anna. Spingiiiiiiiiiiiii. Così. Dai. Dai che scende. Forza che nasce!”.

Il medico riposiziona la ventosa. Presa. Tutti insieme, per questa impresa.  Anna spinge. Io non le mollo la mano, ormai stretta in una morsa infernale. Il ginecologo spinge con una cinghia sull’addome per fare più forza. La ventosa tiene.

Silenzio.

Si pratica l’episiotomia. La testa è grossa. Non riesce a passare.

Anna mi guarda. Mentre i nostri occhi stanno leggendo le nostre sensazioni, un pianto forte irrompe nella Sala.

Ambra è nata. Mi giro. Ma quanto è bella! Tagliano il cordone, l’avvolgono nel telino caldo e la mettono fra le braccia della neomamma.

Sta bene. È sana. Anna le bacia le minuscole manine. Conta le dita. :” Ma sai che hai le mani del papà? “Poi, le guarda il viso. Non smette di baciarla. Le sussurra:”Sei l’amore della mia vita”.

Quanto amo essere presente in questi momenti… La felicità sale verso l’alto, è leggera, ma penetra in tutti noi. In ogni muscolo, volontario e non. Nel midollo. Sale e scende a tutti i distretti. Dilata il battito cardiaco. Pizzica la pelle. Deliziosamente.

Anna ringrazia tutti. Mi prende la mano. La apre. Nota che ho i segni delle sue unghie nel palmo della mano. Mi chiede scusa.

” Non preoccuparti. Tutto a posto. Non è niente”

” Grazie Dina. Grazie davvero”.

Ma io silenziosamente, ringrazio lei. Perché momenti così speciali, mi confermano che Dio, ci ha aiutato. Alla grande.

Ed io, ancora una volta, sono felice.

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85 thoughts on “Cuore di mamma…

    1. Io lavoro in un Ospedale di periferia. Riusciamo ancora a stabilire un bel rapporto coi pazienti. Grazie al Cielo.
      Quando vado per sostituire un collega nell’altro, in città, è il finimondo. Un disastro. Il malato è solo un numero. Personale sempre più scarso. Turni fuori di cranio.E chi ci rimette è l’utente.
      Grazie a te per il commento. Un abbraccio cara Fulvia❤️

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  1. Che emozione. Il tuo racconto mi ha portato indietro nel tempo. Quando è nato mio figlio… ok io non avevo il problema sovrappeso, ma lui era in ritardo di una settimana, niente liquido amniotico, tre giorni in sala parto, niente contrazioni, neppure con la dose massima di farmaci e… dall’ecografia non si erano accorti che aveva il cordone ombelicale intorno al collo. Stavano per prepararmi al cesareo quando è spuntata la testolina. È stata una fortuna, ma è inutile che ti racconti com’era appena nato e l’apprensione di vederlo portar via con la bombola d’ossigeno. Un abbraccio Dina cara 😘 ci fossi stata tu quel giorno…

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    1. Sono momenti, carichi di ansia.
      Le mamme, spesso (meno male), non intuiscono la gravità del momento.
      Ci sono bravissimi operatori che svolgono al meglio , il proprio lavoro.
      Ma sai, il parto, è una grande incognita. All’ultimo momento, potrebbe succedere un imprevisto…
      Grazie Laura.
      Un abbraccio affettuoso a te😘😘

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        1. Non lo farei mai. Non mi è mai capitato. Grazie a Dio, che veglia sempre su me.
          Ma se dovesse succedere, non potrei certo raccontarlo quì…
          Stai tranquilla. Solo bei racconti🤗♥️

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          1. Ma sai, purtroppo sono in aumento le donne incinte, che talvolta, arrivano al termine dalla gravidanza, sovrappeso.
            Ma se non ci sono appunto , problemi di pressione, diabete, e cesarei pregressi, si può procedere con un parto spontaneo.

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          2. Eh guarda, ora ho una cugina che tra pochi giorni dovrebbe partorire una femminuccia ed è ingrassata di ben 18 kg durante la gravidanza, è abbastanza gonfia. L’altro giorno mi ha mandato la foto e a momenti non la riconoscevo, ma dovrebbe partorire naturalmente come aveva fatto con il primo figlio quindi speriamo bene 🙂

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          3. Incrociamo le dita. E confidiamo nella bravura di chi l’assisterà.
            Beh, sai, io ero ingrassata quasi venti chili. Ma stavo bene. Sempre andata a fare nuoto.
            Ma per la fortuna degli operatori sanitari, che ci contraddistingue , fatti due cesarei d’urgenza. Uno per liquido tinto e collo chiuso, l’altro per anomalia del battito. Ma è andato tutto bene. Grazie a Dio!

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          4. Non devi assolutamente scusarti. Lo scambio di opinioni mi permette di crescere, di fare autocritica.
            È giusto. Specie se mi interfaccio con persone come te. Rispettose, delicate, gentili.
            Per le quali nutro grande rispetto.

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