Donne eccezionali

Ci sono donne, che mi rendono fiera di appartenere al genere femminile.

Inizialmente avevo scritto un altro titolo “Donne a doc”, ma poi ho pensato che le donne di cui vorrei parlare, sono originali, sono forti, ma non certo controllate. Anzi, la loro forza risiede proprio nel fatto di riuscire ad andare controcorrente o comunque contro qualcuno o qualcosa.

Sono donne che stimo tantissimo. Che mi emozionano. Per il loro coraggio e la loro determinazione. Forse, perché in realtà, io di coraggio ne ho sempre avuto poco. Da piccola peggio che mai, per timidezza e scarsa autostima.

Con l’età  sono decisamente migliorata, ma non quanto vorrei, ancora…..  Ma ci provo. Giusto per non avere rimpianti. E poi, perché non mi piace rassegnarmi. Non voglio invecchiare senza averci provato! E i giorni passano così velocemente. Talvolta troppo.

Ne riporto un paio, come rappresentanti di tutte coloro che lottano ogni giorno contro un male radicato e difficile da estirpare.

Scarfo A. Maria:   Tutto ha inizio con un ragazzo di cui lei si fida. Quando le dice di amarla e di volersi fidanzare, lei gli crede. A tredici anni crede nell’amore, crede negli uomini, e sogna il giorno del suo matrimonio. Quando le chiede di andare a fare un giro in macchina, lei lo segue. Arrivati in campagna, scopre che ad aspettarli c’è un altro ragazzo e le fanno proposte “oscene”. Lei non capisce, è sconvolta, delusa. Da quel giorno entra in una spirale di violenze “inaudite”, da cui troverà la forza di liberarsi solo dopo tre anni di abusi e stupri. I suoi aguzzini, che con il tempo aumenteranno, forti di una cultura maschile che li vuole “predatori” per diritto naturale, in quanto uomini, nel paese godono di rispetto. Sono bravi lavoratori. Alcuni sono sposati o fidanzati, altri sono mafiosi e girano con la pistola in tasta. Un giorno gliela infilano in bocca e minacciano di ucciderla se parla. Subito dopo la prima violenza vorrebbe parlarne alla madre e al padre, ma ha paura che la caccino di casa. Dopo tre anni di abusi, decide di dire basta quando le propongono di portare anche la sorella di tredici anni. E’ l’amore per lei che le dà la forza di parlare e denunciare. Non vuole che facciano alla sorella quello che hanno fatto a lei. Lavorava in una rosticceria a Taurianova. Era il 15 settembre 2002, quando entra nel locale il maresciallo dei carabinieri. Gli si avvicina e gli dice che deve parlargli. Il giorno dopo entra, per la prima volta, in caserma. Anna Maria scopre così, dentro di sé, l’amore per la sua libertà, grazie a sua sorella. Liberata da ogni senso di colpa, denuncia coloro che le hanno rubato l’adolescenza, rompendo l’omertà e lasciando sbalorditi i suoi aguzzini e le loro donne.  Anna Maria sarà creduta, prima dai carabinieri, che avvieranno le indagini e arresteranno i suoi stupratori, e poi dal giudice che li condannerà.

Gli accusati vengono arrestati e rinviati a giudizio, saranno condannati in primo e secondo grado. E in via definitiva il 6 dicembre 2007. Alla fine del processo ha 21 anni. “Non provo orgoglio – dice – né gioia. Mi sento semplicemente libera. Per la prima volta forte. Mi hanno ascoltato e creduto. Se solo avessi immaginato tutto questo.” Un anno dopo denuncia gli altri suoi stupratori. Tutta Italia così viene a sapere di lei. Le minacce e gli insulti contro Anna Maria diventano più forti. Le uccidono il cane, le insanguinano i panni stesi, le telefonano a tutte le ore del giorno e della notte con minacce e insulti. Vogliono che lei e la sua famiglia lascino il paese. La madre di Anna Maria difende pubblicamente le scelte della figlia e dice:”Ho imparato, come donna, da mia figlia, piccola grande donna, che la cosa più importante nella vita di ognuna è la dignità e il coraggio di essere donna.”  Anna Maria e la sua famiglia vengono messe sotto scorta e solo il 15 luglio 2010, lei lascia San Martino ed entra nel programma di protezione. Oggi vive in località protetta con la sorella. Alcuni dei suoi aguzzini hanno scontato la pena e sono fuori. Per gli altri sei è ancora in corso il processo d’appello.

Tostato da Lucia Russo. Magistrato in prima linea. Ha deciso di non avere figli per il difficile ruolo che riveste. Il primo marito l’ha lasciata perché non aveva tempo da dedicargli. Dopo molto tempo, si è risposata con chi, invece, ammirava  il suo lavoro e la sostiene. Da anni , la mafia ha dichiarato guerra allo Stato. E anche a lei che lo rappresenta. È iniziata così, nel 1992, la sua vita blindata tra paura e coraggio e l’irresistibile voglia di essere una qualunque. Una donna al servizio della giustizia. Racconta:”Ci vuole una certa predisposizione a considerare normale che qualcuno sia a tua disposizione 24 ore su 24, sapendo che ci sono persone che mi attendono dovunque io vada, cerco di sbrigare tutto più in fretta che posso. Non è un bel vivere.
Ma neppure tirandosi indietro è bello.”

 

Penso che se vivessi costantemente con il timore che qualcuno possa fare del male a me o alla mia famiglia, la mia esistenza, diventerebbe un vero inferno. Per come sono fatta, non riuscirei a dormire la notte. Non oso nemmeno pensare a come potrei sostenere ciò, sapendo che anche i miei figli rischierebbero la vita. Ho tanti momenti “no”. Giorni che funzionano male,  ingranaggi che s’inceppano, momenti di tristezza, di scoraggiamento.

Vorrei essere…, vorrei avere….., vorrei……

Ma queste donne mi fanno riflettere.

E se le avessi qui davanti, non potrei far altro che abbassare lo sguardo in segno di grande rispetto, come in oriente.

Queste sono le persone da cui trarre esempio. Per essere migliori. Per non aver paura. Perché la loro vita è al servizio di noi tutti.

In silenzio.

Senza spot televisivi per catturare l’attenzione. Senza articoli eclatanti sulle massime testate giornalistiche.

Ma offrendo il valore più alto, mettendo in gioco la propria esistenza , per il bene altrui.

Perché non c’è amore più grande di chi da la propria vita per gli altri…….

 

 

2 pensieri riguardo “Donne eccezionali

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