Una persona con l’anima profumata

Sto mettendo i peluche in lavatrice.

Aggiungo anche dell’ ammorbidente, così saranno morbidi e ben profumati.

Poi li porterò in Sala Operatoria. Da quando alcune persone del mio paese, hanno saputo del loro impiego, me li regalano.

Ah…la divina provvidenza!

C’è un contenitore, nel nostro spogliatoio, dove li ripongo, per poi utilizzarli quando operiamo i piccoli pazienti.

Quelli sono un’arma perfetta. Diventano miei alleati. Anzi, nostri, alleati. Perché anche i miei colleghi li utilizzano.

Alcuni di noi, ci tengono tantissimo.

Prepariamo un carrello, dove li posizioniamo bene. Dietro i più grandi, davanti i più piccini.

Quando un bimbo entra con la barella, accompagnato da mamma e papà, viene calamitato subito dai loro colori e da quell’aspetto meno “ ospedaliero”, ma più ludico e spensierato.

Nessuno resiste.

Nessuno!

Seppur con iniziale diffidenza, una volta che viene scelto, il pupazzo, non abbandona più la loro mano( l’altra è impegnata a stringere quella di uno dei genitori).

Ed io, ogni volta, non posso che silenziosamente ringraziare il mio collega Maurizio, Lassù, per l’idea che ebbe , poco tempo prima di lasciarci.

Lui. Lui è stato il portatore sano, di questa stupenda iniziativa.

Nessuno può intuire quanta generosità e quanta propensione verso gli altri, lui avesse.

Non solo verso i più piccoli, ma anche verso gli anziani o le donne. Lui era infermiere di Sala Gessi. Se doveva fasciare una spalla, copriva con un telo il seno della paziente( credetemi, una rarità, fino ad allora). Oppure tutte le volte che toglieva un gesso, senza mai stancarsi, faceva vedere come sulla sua pelle, la sega non tagliasse. Aveva sempre la battuta pronta. Un sorriso che scemava ogni timore.

Impossibile non volergli bene.

Anche verso me, è sempre stato scudo protettivo, poiché i primi tempi mi trovavo come un pesce fuor d’acqua. Fragile. Timida. Mi spronava a perseverare. A lasciar scorrere via i rimproveri duri dei chirurghi, dovuti alla mia inesperienza come strumentista. Mi diceva” Dentro te, mandali a quel paese! È molto liberatorio!”.

Poi, un giorno, finì tutto…

Durante le sedute di ortopedia , veniva in Sala, svolgendo il ruolo di preparatore. Posizionava il lettino, preparava il materiale per ingessare o fasciare. Apriva il materiale sanitario e collaborava attivamente con il personale.

Sempre sorridente. Affabile. Positivo. Generoso. In sala Gessi, un vero orgoglio di noi infermieri. Sollecito con gli anziani. Dolce coi bambini. Un giorno, chiamò me a la mia amica Gil ( la Sala Gessi era ubicata, allora, nello stesso corridoio della Sala Operatoria) , e ci fece vedere, appoggiati alla finestra, tantissimi peluche, qualche trattorino ed un paio di bamboline.

Noi ci guardammo stranite. Ci disse che ingessare o togliere con una sega rumorosa l’apparecchio gessato, incuteva una paura terribile. Ma quell’espediente, garantiva di alleviare la preoccupazione. Con buonissimi risultati.

Noi, ricopiammo, dopo averlo abbracciato, quell’idea miracolosa.

Quando vide tutti i peluche, preparati nella sala accettazione , lo rendemmo orgoglioso.

Poi, un giorno, il collega perfetto. Sempre pronto ad intrattenersi oltre l’orario per dare una mano. Sempre disponibile a dare una pacca sulla spalla, per scuotere via la pesantezza del lavoro. Sempre ottimista.

Una mattina, preparò tantissimi caffè per tutti, nella nostra stanzetta, prima di iniziare gli interventi. Li lasciò sul tavolino e se ne andò alla sua postazione.

Lo chiamammo dicendogli come mai avesse preparato così tanti bicchierini. Lui rispose che nemmeno si ricordava. Che probabilmente non era stato lui.

Sapevamo che scherzava spesso, quindi nemmeno ci facemmo caso.

Il giorno successivo, disse che non sapeva più digitare i numeri sul cellulare. Ci guardammo .

Il tarlo del dubbio , iniziò ad impossessarsi dei nostri pensieri.

Il medico, lo accompagnò giù in radiologia a fare una tac cerebrale.

Tumore maligno. Inoperabile. Infiltrante.

Non tornò più.

Fu un calvario.

Per lui.

Per noi.

Si spegneva piano. Lui, amante delle corse in moto. Della lettura. Delle passeggiate all’aria aperta, dovette rinunciare a tutto.

I muscoli persero tonicità in brevissimo tempo. Le parole non seguivano un senso logico. La vista compromessa.

Negli ultimi giorni, quando io e Gil, andammo a trovarlo, picchiò il pugno contro il tavolino, poiché voleva dirci qualcosa, ma non capivamo, non riusciva ad articolare le sillabe. Le lacrime scesero come impazzite e non potemmo far altro che abbracciarlo forte.

In silenzio.

Le gocce che scendevano dai nostri occhi, bruciavano la mia anima…

La settimana scorsa, una mamma, mi ha ringraziato tanto, perché il figlio desiderava tenersi il pupazzo.

Mi ha detto” Che bella idea. Diffonderò la voce. Siete fantastici. È un’idea stupenda “.

Poi il figlio, mi ha abbracciata, felice, del coniglietto che lo avrebbe accompagnato a casa.

Io, ogni volta, ringrazio Maurizio.

Il cuore si restringe un poco di tristezza.

Ma so che lui sorride felice.

Raccolgo sempre gioia, quando regalo un peluche.

A casa, la metto in un vasetto di vetro. Si trasforma in gemme profumate.

Un giorno, quando incontrerò ancora Maury, lo metterò fra le sue mani.

Quando aprirà il contenitore, in Cielo, fioriranno nuove stelle…

73 pensieri riguardo “Una persona con l’anima profumata

    1. Eri in Spam, Tiziana.
      Ma dai? Vedi a volte le coincidenze sul nome!
      Doveva essere sicuramente una persona speciale.
      Sì.
      Hai detto bene.
      I peluche son stati una brillante idea. Mitigano le paure e tengono compagnia.
      Se vedessi le faccine dei bambini, ti si allargherebbe il cuore.
      Ne son sicura.
      Avverto la tua sensibilità.
      Grazie davvero.
      Se me lo permetti, ti abbraccio .
      Ciao❣️

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  1. quando un animo è nobile, si percepisce, è una sensazione maravigliosa, di gioia e speranza. Sapere che esistono ancora persone capaci di amare così tanto il prossimo, soprattutto in un lavoro come il tuo non può che dare speranza in un mondo che a volte mostra solo crudeltà e ingiustizia. Mi sento a nome di molti, di RINGRAZIARVI per quello che fate, per i vostri piccoli gesti che rendono tutto più facile quando nulla è semplice. GRAZIE e dispiace sapere che una persona così meravigliosa abbia lasciato il nostro mondo in questo modo, ma di certo lassù qualcuno aveva bisogno di amore e sono convinta che lui poteva adempire a questo lavoro. A volte mi piace pensarla così.

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  2. Caspita, mi hai fatto commuovere.
    Dalle tue parole traspare davvero tutto quello che hai dentro e tutto il bene che Maurizio ha lasciato. Certe persone sono come un sole che illumina la vita degli altri…

    Un abbraccio e un grazie. Per questo post e per quello che fai ogni giorno.

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    1. Sei molto gentile!
      Grazie delle tue parole. Sì, Maurizio è stato una persona bella e “ riscaldante” come il sole.
      Sempre sollecito coi pazienti è molto, molto rispettoso.
      Metto in un sacchetto il tuo commento.
      Lo tengo in tasca. Al sicuro. Quando ne avrò bisogno, sbircerò ciò che mi hai donato, attraverso le tue parole…

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  3. Un “pelouche”, a ben pensarci, ce l’ho anche io in macchina. Sai che mi ispira tenerezza? Pelosetto, ha il visino di una specie di furetto, un corpicino affusolato a forma di uovo allungato, poi si allarga in una coda, sempre a forma di uovo allungato. E’ lungo circa 10 centimetri, appeso allo specchieto della machina, come tanti ce ne sono. E’ con il musetto che punta in alto; E’ carino. Quando versai la macchina vecchia, tolsi il pelouchetto dallo specchietto- praticamente e’ un portachiavi, comprato da un ragazzo nero-, e dissi “no, bellina, tu resti con me, per la macchina nuova…”. E ccosi’ feci, era con me da 4 anni (la macchina ne aveva 10 quando lo misi), e’ con me adesso nella macchina attuale, Yaris, che comprai tre anni e mezzo fa. E’ la mia mascotte (forse fra poco ve lo presento, con un post 🙂 ) Capisco benissimo quanto faccia bene a un bambino. Ciao 🙂

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  4. Ciao. Vedendo solo la parte alta dell’immagine mi e’ sembrato un disco volante 🙂 Scherzo, anche se davvero, vedendo il lampione disegnato in quel modo… // Io porto- o meglio faccio portare- stoffe e vestiario agli incaricati per la “Croce Rossa” o simili. Quindi… condivido, Ciao, buona serata 🙂
    Marghian

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    1. Penso la stessa cosa…
      Non riesco nemmeno io a capire perché ad altri che nemmeno definisco persone, vada sempre tutto bene.
      Grazie M.❤️
      Ah..proposito. Sai se Ale riesce a leggere il tuo libro?
      Quando lo scorro, mi salta le pagine🧐

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  5. La vita e’ un continuo cambiamento solo che non capisco con quale criterio scelga di interrompersi.
    A volte mi fa rabbia e non la riesco a perdonare.
    So che e’ sbagliato ma nessuno e’ perfetto, tantomeno io.
    Quando ti leggo mi sento cosi’ vicino a quello che scrivi e che provi tu che certe volte
    si forma una voce morbida nella mia testa che legge il tuo post e mi tranquillizza. Mi fa sentire piu’ buono quasi.
    Non saprei spiegarti.
    E’ molto bello

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    1. In quel periodo, pure io, ho sentito tanta rabbia.
      Tantissima!
      “Perché le persone migliori ci devono lasciare?”
      Chiedevo a Dio.
      Poi, la mia tiepida fede, si è scaldata. Ha dilatato la mia anima.
      Riesco a sentire meno rabbia, quando una persona, a me cara, va in Cielo.
      Ma se parliamo di perfezione, caro Matteo, è ancora ben lontana anche da me.
      Hai voglia…
      Ma poi, chi possiede il concetto di perfezione?
      Anche la luna è stupenda, ma, osservandola da vicino, presenta un sacco di buchi.
      Ritengo fondamentale cercare di migliorare, per poter vivere bene con me stessa e di conseguenza, con gli altri. Questo sì!
      Facendo agli altri, ciò che in quel momento, farei a me stessa.
      Ecco. Questo cerco di fare.
      Ma non perché io aspiri alla perfezione. Non ho obiettivi così utopistici.
      Forse nemmeno mi piacerei più 😅
      Vivo alla giornata. Senza pensarci troppo. Mi godo i momenti. Anche quelli minuscoli…
      Perché ci sono sempre.
      Ma ci dimentichiamo di fermare il nostro cuore, per sentirli.
      Hai scritto una cosa bellissima: la tranquillità derivante dalla lettura.
      Beh… è semplicemente stupendo!
      Ti sei spiegato benissimo.
      Ho capito ciò che intendi dire.
      Grazie ancora!

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        1. Le persone che scrivono poesie, che espongono i loro sentimenti , che delineano nuove rotte, non sempre sono capite.
          Macchisenefrega!
          Solo chi prende tra le mani, la stessa delicatezza, riesce a percepire il soffio delle tue parole…
          Ne bastano pochi.
          Ma quelli, fanno la differenza.
          Grazie Matteo.
          Buonanotte💫

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    1. Ma grazie!😘
      Ma è merito di Maurizio.
      Io ho solo raccontato com’era lui.
      Gli farà piacere leggere questi commenti.
      Scommetto, che sarà seduto su una nuvoletta, sorridendo contento😁

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    1. Grazie Sara!
      Hai racchiuso bene ciò che è il mio lavoro.
      Difficoltà e soddisfazione.
      Due aspetti che camminano, spesso, insieme.
      Ma il più delle volte, torno a casa felice.
      Dio, mi ha fatto un dono grandissimo!
      Buon proseguo di giornata❤️

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    1. Sì, Adriano.
      Hai ragione.
      Ma spero sempre che ci siano, in qualche Ospedale.
      Che siano attente ai bisogni dei pazienti.
      Che siano sollecite.
      Che non sbuffino.
      Che facciano tutto quanto sia possibile.
      Ci vuole così poco…
      Grazie❣️

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    1. Lui era così.
      Meraviglioso!
      Quando io ed i miei colleghi, ne parliamo, il ricordo suscita sempre una lacrima mista ad un sorriso.
      L’una, idrata la nostalgia, dell’altro…
      Grazie!

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  6. Ogni parola è superflua. Ho i brividi e, quando li ho, so che dall’altra parte c’è qualcuno all’ascolto, qualcuno che annuisce e vibra di luce e amore per chi, a sua volta, ne ha dato e ne da’ a piene mani, col cuore. Maurizio è un’anima splendida, proprio come te. ❤ ❤ ❤

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    1. Ti ringrazio tanto!
      Sì, è un dono incontrare persone come Maury. Che hanno fatto tanto per gli altri, in silenzio, senza pretendere nulla in cambio.
      Ma le sue azioni, vivranno sempre nel mio cuore.
      Ed attraverso gli occhi dei bimbi, che ricevono un peluche, io vedo la sua generosità ed il suo altruismo, che proseguono ancora…
      Ti stringo in un abbraccio colorato di gratitudine😘

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    1. Grazie a te, Lucetta!
      Sarebbe piaciuto a tutti. Era una persona di cui Dio è andato sicuramente fiero. Chiunque lo ha conosciuto, colleghi, amici i pazienti, ha nutrito grande stima ed affetto per lui.
      Ci manca tanto.
      Per me, continuare la sua iniziativa, è un grande onore.
      Ti abbraccio forte❤️

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