Andrea

È sempre stato il tuo sogno: fare l’animatore in un villaggio.

Hai finito il liceo.

” Mamma, papà, non voglio più studiare “.

E noi” Andrea, fai come vuoi. Ma ricordati che la vita è lunga. Forse, se facessi un triennio, o altro, avresti maggiori possibilità di poter scegliere un lavoro che ti piaccia”.

Ma tu hai risposto che non ne avevi proprio più voglia. Inutile andare all’università, tanto per scaldare la sedia.

Onesto, come sempre.

Hai iniziato a lavorare ( in nero).

Giardiniere. Con orari pazzeschi. Vesciche sulle mani. Talvolta mal di schiena. Ma tu, mai un lamento. Assolutamente.

Nel frattempo, inviavi diversi curriculum.

Un giorno, vieni chiamato per un colloquio a Milano, presso un’agenzia per animatori.

Superi il primo step. Sai bene l’inglese. Hai una buona cultura generale.

Ti richiamano. Vai a Rimini, tre giorni. Siete in tantissimi giovani. La metà supera anche questa fase. Tu sei tra loro.

Ti dicono ” Ti chiameremo a marzo”.

Nel frattempo, inizi a lavorare, con contratto a tempo determinato, per una ditta di formaggi.

Finisce il mese di marzo. Ti fai sentire telefonicamente. Dicono che richiameranno loro per maggio.

Nella ditta dove lavori, un ragazzo si licenzia. Il datore vorrebbe prolungare il tuo contratto per altri sei mesi. Tu lo ringrazi, ma gli dici che se ti chiamano per partire, vai.

Lui ti ringrazia della tua sincerità. Ti stringe la mano in segno di rispetto.

Continui però a lavorare. Forse, il datore, spera che tu possa cambiare idea.

Termina anche aprile.

Niente.

Inizia maggio. Mentre prego, raccomando a Gesù, che ti chiamino.

Sei nervoso. I giorni passano.

Nulla.

Rientri una sera dal lavoro e dici” Tra cinque giorni parto per Creta”.

” Ma come? Stai scherzando? Dici davvero?”.

Risponde euforico” Sì, mamma. Martedì parto da Linate per un villaggio internazionale”.

Lo stringo forte. Forte. Lo bacio.

Sentimenti contrastanti, mi aggrovigliano lo stomaco.

Gioia macchiata di tristezza.

Euforia, contornata da dispnea.

Fai quei giorni antecedenti la partenza, macinando strada per preparare i documenti. Inviare email.

A casa siamo tutti in fermento.

Andiamo su internet. Il villaggio sembra bellissimo. Si parla quasi esclusivamente l’inglese.

Ti rispiego come lavare la biancheria. Fai prove di stiratura( un disastro🤣). Io e Rebecca, ti compriamo il regolatore di barba.

Controlliamo la valigia. Scoppia!

Reby ti abbraccia più volte. Dice che le mancherai tanto.

A cena, ti dico” Per qualunque cosa, se non ti dovessi trovare bene, se non ti piacesse, o altro, ci chiami che paghiamo il volo di rientro. Siamo orgogliosi di te. Stai dimostrando grande coraggio. Se dovessi rientrare, non sarebbe una sconfitta. Assolutamente. Non devi dimostrare nulla a nessuno”.

Il giorno della partenza, le mie colleghe, decidono di rimboccarsi le maniche ed insieme alla caposala, fanno i salti mortali, perché io possa stare a casa per accompagnarti all’aeroporto.

Anche Reby salta la scuola.

Arriviamo a Linate.

Iniziano a sudarmi le mani. Ora ci siamo quasi.

Devo esser forte. Mi impongo di non farmi vedere piangere.

Ecco.

È ora.

Di già? No, dai. Orologio, fermati ancora un poco!

Ci abbracciamo. Ingoio a fatica la saliva. Ho un groppo in gola. Mi stringi e mi massaggi la schiena in senso circolatorio.

Non crollo.

Poi saluti papà e Rebecca.

Loro non trattengono le lacrime.

Come ti giri, le mie difese, crollano. Si sgretolano. Si perdono in mille e più mille pezzi…

Ci giriamo verso la vetrata a guardare gli aeri decollare.

Mi asciugo le lacrime. Mentre mi soffio il naso, sentiamo dietro noi, picchiare ad una vetrata del corridoio .

Ci giriamo.

Sei tu che ci saluti con la mano.

Mi guardi e vedendomi piangere mi sorridi e mi fai cenno di esser forte.

Sei via da alcune settimane.

Tornerai il primo novembre.

Sei contento. Ti piace molto. C’è da lavorare ma ti trovi bene.

Ci messaggiamo. Un “Ti voglio bene”, ogni tanto, rallegra le nostre giornate.

Sei sempre un fratellone presente. Reby mi racconta che è felice perché vi messaggiate spesso e tu la sostieni e la fai ridere.

Anche i nonni ti pensano.

Manchi a tutti. Manca la tua solarità, la musica alta in auto, il bagno sempre occupato, le scarpe in disordine, i tuoi abbracci.

Anche Scooby, sembra annusare l’aria per cercare tracce di te…

Ogni tanto affiora un po’ di tristezza.

Ed allora penso che tu sei felice.

E ripenso a tutti i tuoi amici che la sera prima della partenza, a sorpresa, son venuti a casa. Tu, sotto la doccia. Alcuni son venuti in bagno urlando il tuo nome. Ridevate a più non posso.

Tu, che uscivi in accappatoio ed entrando in Sala, ne hai trovato altri. Sei andato a vestirti e siete usciti sotto il portico.

In poco, erano più di trenta persone. Con birre, patatine, foto.

Reby, euforica, continuava ad aprire il cancello.

L’amicizia è anche questa.

Dire arrivederci , noi ci siamo, ti aspettiamo, insieme.

Non preoccuparti.

Andrá tutto bene.

Vai Andrea.

❤️

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86 pensieri riguardo “Andrea

  1. Ti ammiro…
    Qualche mese fa mia figlia ha trascorso una settimana in Spagna con la scuola e a casa si respirava aria agitata..siamo stati in ansia per tutti i sette giorni
    Non voglio immaginare se si allontana per tanti mesi come faremo..
    Complimenti a voi genitori per come l avete educato e a Andrea per la bella esperienza che sta per fare

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    1. Ma sai, penso che ogni genitore, in linea di massima, provi a trasmettere il meglio.
      Talvolta, non è facile.
      Esperienze personali, infanzia particolare, fragilità etc, che hanno vissuto l’uno o l’altro genitore, possono alterare ciò che i figli percepiscono…
      Mai avrei immaginato di riuscire a staccarmi.
      Poi, quando sei in ballo, capisci che non ti resta altro che ballare.
      Grazie per il tuo commento.

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  2. E cavolo! Mi hai fatto commuovere.
    E’ come se Andrea fosse mio figlio. perchè le madri sono madri di tutti i figli di questa terra.
    Ti abbraccio, e abbraccio Andrea, giovane uomo coraggioso che cerca la sua indipendenza e autodeterminazione.

    (il mio cuore oggi si è fermato per un secondo, quando ho visto davanti al cancello l'auto del mio figlio adottivo…mi sono persa nel suo abbraccio e nelle ciliege che mi ha portato per regalo, colte da lui. E l'Australia mi è sembrata un po più vicina)

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    1. Grazie mia carissima!
      Wow! Che parole. Mi hai emozionata. Tantissimo!
      Gli ho detto che gli ho dedicato questo scritto.
      Non so se lo leggerà. Ma se così fosse, spero legga anche questo tuo commento.
      Che bello leggere del tuo figliolo. Stupendo!
      A noi madri, ci vuole così poco…
      Ma quanto grande si fa il nostro cuore? Si allarga di amore a dismisura.
      Ti abbraccio.
      Notte , Paola❤️

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    1. Seminiamo tanto.
      Quando ancora son nella pancia, cantiamo in silenzio, il nostro amore, massaggiando il grembo.
      Sussurriamo ninna nanna, quando devono addormentarsi.
      Insegniamo loro i primi passi.
      Poi, li vediamo crescere, cercando, attraverso il nostro esempio, di trasmettere il rispetto, l’educazione, là possibili di affrontare gli ostacoli, perché seppur ci son parecchie tempeste, la vita va assaporata e gustata.
      Ogni singolo giorno.
      Grazie del tuo abbraccio.
      Lo ricambio con affetto❤️

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    1. Ora un poco lo sono…
      Lo so. Lui sta bene.
      Lo so…lo so…
      Ma in questo istante mi lascio abbracciare volentieri.
      Gli altri, li tengo in tasca.
      All’occorrenza ne farò buon uso.
      Ti ringrazio tantissimo.
      ❤️

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  3. È dura vero??
    Arriva però, il momento in cui i figli, devono necessariamente spiccare il volo, amica mia. È nella natura delle cose. Ma porteranno con loro, il bagaglio dei vostri insegnamenti, affinché non possano perdersi mai.
    Ti abbraccio Doc!! 😊

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    1. Sì, diamine.
      È dura.
      Non pensavo, sai?
      Ma te l’ho sempre detto che la mia è una corazza apparentemente forte…
      È vero. Hai ragione.
      Bisogna lasciarli andare.
      Ne sono consapevole.
      Ma a casa, avevo ancora qualche piuma da finire di attaccare alle sue ali.
      Ricambio l’abbraccio, sempre dono gradito.
      😁

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      1. Puoi attaccarle tranquillamente tra un ritorno e l’altro. Questo è il nostro ruolo. Tu sei in una fase “cruciale”. Ma sei molto forte, aldilà di ciò che pensi.

        Io ho ancora un po’ di tempo. Poi toccherà anche a me, lasciarli andare. 🤦🏻‍♂️
        Buona giornata Doc!! 😊

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  4. Uno stress leggere fino in fondo😑
    Almeno per te e solo fino a Novembre.per me sono anni,Non solo un figlio ma tre..con due nipoti.
    Sai quante volte ho visto partire aerei e valige fino allo sfinimento.
    Adesso però fammi asciugare le lacrime.quelle”stronze”non li puoi fermare evoglia gli altri a dire che si fa per il bene loro.certo davanti a loro devi essere forte e dirgli che va tutto bene…ma non ci sono feste comandate per noi,anche se tu non ce lo dirai mai.
    Ti abbraccio carissima,la vita a volte è molto carogna.
    Baci😘❤

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    1. Sì Caterina, lo immagino.
      Quando leggevo dei tuoi figli lontano, mi chiedevo come si possa fare.
      Immaginavo la difficoltà.
      Ma come in tutte le cose, finché la non ti scorre sulla pelle, non puoi comprendere fino in fondo.
      Oggi, lo capisco…
      ❤️
      Grazie.

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    1. Ma sai, cara Serena, spesso la vita ci porta a riflettere come si possa essere genitori in grado di esprimere il proprio amore, in modo che i figli capiscano realmente, quanto si tenga a loro.
      Ed è proprio quando si va contro natura, che bisogna recidere il filo che ci lega a loro.
      Preparare un buon nido, pronti ad accoglierli al loro rientro.
      Dove dentro vi possano ritrovare braccia aperte, pronte ad accarezzarli ed accoglierli con affetto ed un dolce sorriso.
      Ci riuscirai. Loro devono crescere. Questa è la legge.
      Dell’amore.

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          1. Anzi io credo che possa continuare anche in un’altra vita. Che ci si possa ricordare di un figlio anche in un’altra vita e che due esseri che si sono tanto amati possano ritrovarsi. Se si crede alla reincarnazione…

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    1. Un po’ ed un po’.
      L’unico rammarico è che lui non crede.
      Allora io, prego anche per lui. 😉
      Un giorno…forse.
      La fede è di grande aiuto nelle fasi della vita.
      Per il resto, è un ragazzo in gamba.
      Sensibile. Volenteroso. Con i giusti valori.
      Ma sai, come si suol dire, ogni figlio è bello a mamma sua…
      Grazie Giuliana ❤️

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  5. I figli non ci appartengono e voi come genitori siete fantastici e rari. Avete spalancato le braccia per lasciarlo andare, anche se il cuore un poco sanguina. Vedrai Dina, le esperienze lontano dalla famiglia amata faranno maturare ancora di più Andrea. Un abbraccio.

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  6. i giorni del “viatico”, quelli che dilaniano, in cui ci si divide a metà su ciò che è opportuno, quella risposta che la si conosce già, e pensando di fermare il tempo vorremmo si procrastinasse all’infinito, quell’ora e quel tempo in cui non si può più rimandare il recidere quel cordone ombelicale o altro che sia, quella separazione che se accolta donata compresa, è solo la continuazione e solo un altro inizio di quel che si deve necessariamente “donare” che sta scritto, che è se ci si pensa dolorosissimo solo per l’ansia, ma che in realtà completa un percorso, quella di madre di genitori sorelle, animali, tutto proteso al bene e del singolo e della famiglia e della società… del suo frutto..l’amore! Si è seminato il seme ha germogliato, messo radici, ha dato i suoi fiori i suoi frutti, è giunto il tempo dell’autonomia, l’importante è solo la consapevolezza dell’aver fatto e tutto e di più…che nulla cambia, solo semplicemente evolve, vola libero… la vita.

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    1. Ciao, carissimo!
      Tu dai voce ai miei pensieri.
      Sì, è come esser scissi.
      Risultato di una scossa, che fugge al mio controllo emotivo.
      Anche il mio cuore è diviso a metà. Un settore che mi suggerisce di esser felice, come lo è lui. L’altro , invece, il più ribelle, mi provoca un po’ di tristezza.
      Ed allora riascolto i messaggi, come una “ profiler” dei migliori polizieschi, dove cerco di captare anche i sospiri, le parole non dette, il fiato che viene meno…
      Che stupida!
      Questo sesto senso che fugge al mio controllo. Questa sensibilità che mai come oggi, risulta esser un fardello.

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  7. Emozioni forti ed esperienza che segnerà per sempre il tutto 🙂

    Non importa se il tutto continuerà lì oppure no, perché non esiste fallimento in questi casi visto che durante questi mesi di lavoro ci si conosce tra colleghi e clienti, e magari possono aprirsi anche opportunità migliori 🙂

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