Per Elfie…

Come mamma.

Come cristiana.

Come infermiera.

Io.

Io difendo la vita.

Come madre. Lotterei con tutte le mie forze, fino allo sfinimento, fino a farmi sanguinare le mani per non mollare la mia creatura. Tesserei con le lacrime un’armatura di cristallo. Avvolgerei mio figlio. Chiunque si avvicinasse, sentirebbe i frammenti conficcarsi nella pelle.

Come credente. Nulla è più sacro della Vita.

Non posso evitare di guardare il Cielo e pensare a come Elfie, ora, starà correndo felice tra i prati abitati Lassù, dagli angeli.

Come infermiera. Ci ho sperato. Con tutta la mia anima.

Sì.

Ho pensato:” Dai, Elfie. Tieni duro. Fai vedere quanta voglia di vivere hai! Dimostra a tutti cosa sia il Coraggio.

Troppo facile mollare”.

Ma tu cosa hai risposto a chi condannava il proseguo delle cure?

“Nooooooo”.

Lo hai urlato in silenzio al mondo intero, quando ti hanno staccato il ventilatore.

“Nooooooo”.

Prima la respirazione bocca a bocca, con il soffio dell’amore, che mamma e papà con tenacia, con forza, fino allo sfinimento, hanno aperto e chiuso i tuoi esili, piccoli, malati, polmoni.

Poi, tu.

” Nooooooo”.

Con solo l’apporto dell’ossigeno, hai ancora sfidato chi guardava incredulo quell’esserino, che fastidiosamente non voleva andarsene…

Ed io mi commuovevo. E mi univo alle preghiere di tutti coloro che facevano il tifo per te.

Ti saluto. Mio piccolo, grande eroe.

Hai seminato tanto amore attorno a te. Migliaia di fiamme si sono accese, per farti sentire il loro calore. Tanti cuori hanno sofferto. Tante bocche si sono aperte per pregare.

Respira le stelle e tuffati tra le nuvole.

Ora puoi tornare a vivere.

Libero.

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65 pensieri riguardo “Per Elfie…

    1. Non per altro, e’ perche’ mi sono sentito dire che “credere in un’altra vita e’ una questione di comodo”, “la paura”. No, e’ il contrario. Chi crede , e ci sono molti esempi, e’ disposto talora a dare la propria vita per la vite degli altri. Quindi, non e’ una questione di comodo. Il materialista, se mai, banalizza la vita, riducendola a mero “divertimento finche’ ci siamo”. Cosi’ dissi all’amico. Ciao.

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      1. Sì, hai ragione.
        Credere è indice di coraggio.
        Credere profuma di speranza.
        Credere non è mai comodo, anzi, nella società odierna, direi che sta diventando una continua sfida.
        Grazie davvero, caro Marghian.

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        1. Ti ringrazio. Credere, poi, non significa “essere creduli”, anche perchè c’e quasi la moda che, se contesti tutto, a volte anche in modo illogico, sei quasi “piu’ furbo”, da far dire a tali persone “sono intelligente anche io, non ci credo..”. Poi, a danno della fede o meglio, della ricerca di questa, vanno modi di pensre come lo scientismo. Ora, io amo gli animali- per esempio-; e ti sarai accorta che oggi, culturalmente, si tende a fare ragionamenti come l’uomo e’ come gli altri animali, abbiamo solo un cervello piu’ grosso, la trascendenza non esiste. Ti cito le paorle testuali di persone importanti culturalmente. Margherita Hack, in TV (immaginala parlare nel suo accento toscano: “dopo la morte c’e’ niente, lo spirito, hos’è? E’ solotanto il software che fa funziona’ l’hardware che l’e’ il nostro cervello…”. Odifreddi: “dopo la morte? Come prima di nascere..niente…”. Giorgio Celli: “non capisco perche’ soltanto l’uomo debba avere un destino spirituale..”. E via di seguito. Ecco perche’ ti ho scritto che qualcuno dice “sono intelligente amche io (o razionale), non ci credo”.Perche’ ho sentito tale frase, con l’aggiunta di cose tipo “Piero Angela ha detto che…”.
          Ah, una intervista (per me pioltata) di Corrado Augias. Lo scientista intervistato ha detto “guardi, rispetto agli altri esseriTi ringrazio. Credere, poi, non significa “essere creduli”, anche perchè c’e quasi la moda che, se contesti tutto, a volte anche in modo illogico, sei quasi “piu’ furbo”, da far dire a tali persone “sono intelligente anche io, non ci credo..”. Poi, a danno della fede o meglio, della ricerca di questa, vanno modi di pensre come lo scientismo. Ora, io amo gli animali- per esempio-; e ti sarai accorta che oggi, culturalmente, si tende a fare ragionamenti come l’uomo e’ come gli altri animali, abbiamo solo un cervello piu’ grosso, la trascendenza non esiste. Ti cito le paorle testuali di persone importanti culturalmente. Margherita Hack, in TV (immaginala parlare nel suo accento toscano): “dopo la morte c’e’ niente, lo spirito, hos’è? E’ solotanto il software che fa funziona’ l’hardware che l’e’ il nostro cervello…”. Odifreddi: “dopo la morte? Come prima di nascere..niente…”. Un’altro scienziato, intervistato da Corrado Augias (intervista per me pilotata..): “rispetto agli altri animali, guardi, le ammetto che siamo solo piu’ evoluti, questo si’..”. E quindi, sull’onda di queste tendenze, molti tendono a non credere per partito preso, addirittura per emulazione: “sono intelligente anche io, e non ci credo”.” (frase che ho sentito di persona).
          Ti confesso che io non ho una vera e propria “fede”. Ma sono alla ricerca, e ho forte speranza. E soprattutto non ho la presunzione di avere la verita’ in tasca, in nome poi di una cosiddetta scienza che ha tanti limiti, con esponenti supponenti. Logicamente, io ritengo invece possibile la trascendenza, e il nostro legame con essa. La sola, mi ripeto, che darebbe senso pieno a questa vita. Ciao 🙂

          Marghian

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          1. E che…??… Mi sembra di aver ripetuto intere parti del commento. Infatti la schermata ha trasalito (sai, quando sembra che voglia spegnersi tutto….). Dopo, ho notato la ripetizione. Spero si sia caopito.
            ciao 🙂

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      1. “Ah, una intervista (per me pioltata) di Corrado Augias. Lo scientista intervistato ha detto “guardi, rispetto agli altri esseri////- ecco il pasticcio, infatti poi riprende dall’inizio: “Ti ringrazio. Credere, poi, non significa “essere creduli”, anche ..” ciao.

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  1. Sarò forse troppo pro life ma credo che un bambino abbia il diritto di avere respiratore e assistenza a casa finché vuole .
    Già è il secondo caso inglese in cui i genitori si vedono staccare i tubi al figlioletto, mentre tutto il mondo grida no.
    Varrebbe forse fare un sit in e manifestare oltre ?
    Mi hai emozionata per come scrivi

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          1. Bhe per ora non c’ è molto siamo in gestazione, ho fatto anche i disegnini, dalla settimana prossima si vedrà la creaturina apparire e lanciare un primo vaggito, sarà un parto dove l ‘ editore che ne ha già aiutati a venire alla luce molti, con giesti sapienti mi aiuterà a divenire madre di una nuova creatura editoriale.
            Sono emozionata.

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  2. Si faccia avanti colui che è capace di essere la mano che stacca una macchina che permette di vivere ad un essere umano.
    “Lasciate che i bambini vengano a me …” Ecco, Signore, Erode te ne ha mandato un altro totalmente innocente. Con la certezza che lui è con te, Signore, abbi pietà di tutti noi.

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  3. Io la penso molto semplice ma la vedo di maggiore spessore… in qualità di non toccato in prima persona da tale dramma… ma che ha vissuto sulla propria pelle il “semplice” calvario di un genitore malato di demenza senile… la malattia del benessere. La vita è una sola, bella per diritto, tramutata in un “affare”, in una cosa sporca, un gioco a chi è più furbo, a chi ruba meglio, a chi è più aiutato/raccomandato, supportato, e ci infilo anche la latrina dei social… da chi ha più followers!!! Ma di che stiamo parlando?? La vita viene discussa su twitter… l’atomica minacciata sui server dell’uccello… ma quando l’uomo tornerà a guardarsi allo specchio? Un povero bimbo sfortunato oggi fa scalpore perché ognuno di noi si fa portavoce o eco di una disgrazia immane… non sapendo nemmeno se le notizie siano trapelate per volontà dei genitori o per pura civetteria della stragrande maggioranza di chi pensa di fare “informazione”. Un nerd americano inventa una stronzata con la quale riesce a catalogare il pianeta e poi ci si meraviglia di chi sfrutta questa immane opera di demolizione della specie per i propri o altrui interessi personali???. Nessuno vi ha mai spiegato, prima di questo episodio, quale organizzazione silenziosa cataloga milioni e milioni di persone… con la scusa di rincontrare i compagni delle elementari!!! Comunque sia, questo bombardamento avviene, mediatico o meno… un woofer invisibile che ti spacca lo stomaco… ti dilania di notizie tendenziose che avrebbero il sacro dovere di restare private. Si crea fastidio a livello sociale. Malattie rare o malattie del benessere hanno lo stesso comune denominatore… rispetto! Ed allora sto con te a reclamare i diritti umani non solo per i genitori, ma anche per i figli, i nipoti, i parenti tutti… Vorrei (anzi esigo) il rispetto della vita di tutti… di quella ultimata dopo 70 anni di fatiche di stenti di sacrifici in modo disumano così come quella mai iniziata o dopo solo dieci minuti di disumano stato civile. Vorrei solo che la si prendesse sul serio… che non fosse esclusiva carne da macello per opinionisti, giornalisti, influenzer e disadattati del genere cui anelo, da buon cristiano, uno spasmo alla mano mentre scassano i tastoni alla tastiera (e son stato buono)!! Forse sono proprio le emozioni che ci fanno disquisire alla disperata ricerca del sano e del marcio… ma i media sino ad oggi, dall’avvento del fantino senza cavallo, concepito proprio su di un substrato di ignoranza dominante, ci hanno solo propinato (insegnando ad intere generazioni di giovani cresciuti senza regole) violenza, disagi, maltrattamenti, cattiveria, armi, ruberie, la forza fisica come dictat dominante, il denaro come forma assoluta di potere, e poi droghe, sesso, preti ricchioni, professori pedofili, badanti aguzzini… tutto il marcio possibile pensabile al solo fine del dio lucro! Con questa finta cognizione di libertà, non han fatto altro che affossare gli ultimi per arrivare loro sempre più in alto… hanno creato un vero laccio invisibile che fa colpo sui deboli di pensiero, sui meno istruiti, sulle fasce minoritarie… autoproclamandosi imperatore, portatore sano di botox a tutti i propri fedelissimi… quindi troppe notizie, troppo clamore, troppi dolori continuativamente rinnovati … il dolore dei familiari di colui che soffre, ha il sacro inalienabile diritto di essere vissuto come un fatto privato, un evento che riguarda pochi… non le “opinioni altrui”, quantomeno i rumors da transenna sempre in prima linea… un modo come un altro di sventolare una bandiera.
    GRAZIE PER IL VOSTRO PREZIOSO TEMPO!
    (blu)

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    1. Grazie a te!
      Hai ragione per quanto concerne il fatto che il dolore debba esser vissuto privatamente.
      Ma nel momento in cui i genitori hanno deciso di “ urlare” al mondo di essere aiutati, era inevitabile un simile rumore assordante.
      Del resto, come dar loro torto?
      Han visto che non venivano ascoltati. Che volevan toglier loro, la libertà di scelta.
      Ed allora? Quale mezzo più potente se non il web?
      Penso sperassero, in cuor loro, in un’alternativa.
      Non voglio vederci altro. Assolutamente.
      Solo l’urlo del loro dolore. Della loro sofferenza.
      Del sentirsi soprattutto soli ed inermi.
      Ecco, il mio cuore, ha sentito questo.
      E sai, per una come me, che cammina con l’anima, prima delle gambe, era doveroso, verso me stessa, parlarne.

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  4. Esattamente!
    Loro hanno difeso strenuamente il loro diritto di scelta sul proprio figlio.
    Diritto che è stato abolito da un giudice che si è preso il potere assoluto di decidere.
    E se fossimo noi?

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  5. E’ un tema terribile per la coscienza, ci sono passato, anche se in via ipotetica, poiché la natura fece il suo corso tragicamente da sola. Ogni volta che tragedie del genere si ripresentano le rivivo immaginando cosa avrei fatto e pensato, e la risposta è sempre la stessa, ovvero non c’è risposta, al solo pensarci mi sembra d’impazzire per l’impotenza. Da laico illuminista non mi resta che l’empatia profonda per qualunque scelta, da padre solo la condivisione per lo strazio di quei poveri genitori. Non mi sorregge purtroppo una forma di fede, la persi in quei giorni di solitudine impossibili da condividere, come su un altro piano persi la fiducia per un’intera classe politica, salvo pochi, quando si decidette di non trattare per la salvezza di Moro, in nome di un astratto concetto di stato. Bello pensarti Chiara ad attendere Elfie e respirare le stelle tuffandovi insieme nelle nuvole candide…grazie per l’insegnamento d’amore che il vostro Agnus Dei dona.
    Grazie “Emozioni” per come sai emozionare.

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    1. Grazie a te, per commentare sempre con garbo, con profondità e con parole che scuotono silenziosamente, la mia anima.
      Le esperienze personali tracciano rughe che mai si dissolvono.
      Forse, solo il vento, le appianerà un poco. Ma i granellini di sabbia, continueranno a insidiarsi.
      Ti auguro, un giorno non lontano, di riuscire a guardare quelle rughe, con occhi diversi.

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    1. Sì. Sono d’accordo.
      La medicina dovrebbe mettersi al servizio della vita. Prendersi cura del paziente, fino all’ULTIMO ISTANTE DI VITA.
      Non interrompere le cure per provocare anzitempo, la sua morte.

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  6. Caea Dina, secondo me, un eroe è anche chi capisce quando è giunto il momento di mollare, e così facendo ha dimostrato amore verso quei genitori che lo amavano immensamente e pian piano si stavano distruggendo per lui.
    Lui ha scelto di andarsene tra le braccia di chi gli vuol bene vegliando su di loro dall’alto fino al giorno in cui è scritto che si ricongiungeranno. Questo mondo egoista non era fatto per lui.
    È un tema così delicato che si rischia di dire una sciocchezza qualsiasi cosa si dica.
    Come mamma non lascerei mai soffrire inutilmente mio figlio, sapendo che solo andando tra gli angeli potrebbe avere una vita migliore di quella qui sulla terra.
    Però so anche che è facile parlare quando non si tratta della propria carne e del proprio sangue, e non sono coinvolti direttamente i nostri sentimenti.
    Secondo me, è anche un atto egoistico voler tenere in vita una persona a tutti i costi pur sapendo che non c’è nulla da fare.
    Un atto d’amore può esser lasciar andare in pace quel piccolo esserino a costo di patirne noi le più atroci sofferenze per la sua perdita.
    Avrò gente che mi darà contro… ma… se si è credenti e si crede che oltre la vita terrena c’è una vita eterna migliore, beh… allora è solo questione di tempo e poi…

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    1. Non è stato forse accanimento quello di lasciarlo morire di fame e senza respirare perché tenerlo in vita dava fastidio all’ospedale? E se al posto suo ci fosse stato il figlio di Kate Middleton si sarebbero comportati alla stessa maniera con il giudice e i “medici” che dicevano: “Eh spiacente deve morire e basta, è per il suo bene”? Suvvia dai…

      Fosse stato mio figlio a quest’ora giudice e dottori si sarebbero beccati una fucilata sulla fronte. Sai com’è, per evitare inutili sofferenze a quelli che finiscono nelle loro mani.

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      1. Adriano, secondo me non si doveva arrivare davanti ad un giudice perchè, a meno che il tizio in questione non avesse una laurea in medicina con tanto di anni ed anni d’esperienza, da poter giudicare con cognizione di fatto, è una cosa assurda. Lasciarlo morire di fame e senza ossigeno è sì un accanimento, ma farlo vivere da vegetale cos’è? A mio avviso sarebbe stato più giusto staccarlo sì dalle macchine, ma continuare a nutrirlo e lasciare che la natura facesse il suo corso. È crudele lo sò, e ho già detto che è facile parlare quando la questione non ti tocca da vicino. Che poi sul fatto che i figli dei potenti abbiano un altro trattamento… beh, si può discuterne ed indignarsi all’infinito

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        1. Però Laura, come la mettiamo con altri pazienti, in coma?
          Corriamo su linee parallele.
          Solo un filo sottile, le tiene separate.
          Certo se ne può discutere a lungo.
          Ma è proprio questo che si deve fare.
          Parlarne.
          Con calma e cortesia.
          Ma è giusto esprimere il proprio parere.
          Altrimenti a cosa sarebbe servita la sua morte?
          Se non a farci riflettere.

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        2. E chi lo ha detto che era un vegetale? O “mezzo vegetale” (definizione meno ipocrita del “persona in stato semi-vegetativo”)? Gli stessi che lo hanno ucciso per sbarazzarsene?

          Sarebbe quella la loro serietà nonché indice di assoluta affidabilità e certezza?

          Che avesse dei problemi è fuori discussione, ma avrebbe continuato comunque a vivere, sarebbero stati i suoi genitori ad occuparsi di lui fino a quando la natura avrebbe fatto il suo corso.

          Quello che fa rabbia (e fastidio) è che un giudice senza cognizione di causa e pure i medici abbiano deciso la sua morte a prescindere rifiutando l’aiuto di altri ospedali (compreso quello nostro) perché facendolo sarebbe stato uno smacco troppo grosso per loro, come a voler sottolineare che sono degli incapaci.

          Il delirio di onnipotenza ha fatto poi il resto.

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          1. Che in Inghilterra la sanità faccia più schifo della nostra lo sò da un pezzo… si sentono onnipotenti e son sempre stati degli sbruffoni. Ti ho già dato ragione sul fatto del giudice, è incomprensibile e disumano e secondo me non rientra nei suoi poteri una decisione simile. Ma purtroppo non è la prima e non sarà l’ultima volta che accade.

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      2. Esattamente Adriano.
        Non siamo tutti trattati allo stesso modo.
        Assolutamente!
        Possono provare ad abbeverarci con la loro ipocrisia.
        Ma noi, non sappiamo che farcene…
        Ed allora? Tutti i pazienti ricoverati in Rianimazione, in coma?
        Che dobbiamo farne?
        Legittimare un simile comportamento, ci rende peggio degli animali.
        Solo le specie più forti, bisogna lasciar vivere.
        E le altre?

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        1. Manco gli animali sono trattati così mentre le persone sono trattate peggio delle bestie. Già gli inglesi non mi sono mai stati simpatici, figurati ora quanto li odio e disprezzo ‘sti schifosi assassini.

          Chissà come saranno felici quelli che lo hanno voluto uccidere “per il bene del bambino”. Per il bene suo o VOSTRO???

          E ora tutti a festeggiare con pudding inneggiando alla lunga vita della Regina.

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    2. Ma sai, Laura.
      Chi potrà mai sapere, se Elfie, sopravvivendo, non avesse avuto l’opportunità di vivere, una vita migliore?
      Conosco genitori che hanno figli con gravissimi
      problemi.
      Mai, e dico mai, vorrebbero che fosse fatto loro, nulla di tutto ciò.
      Anche in Sala , talvolta, ho assistito alle amorevoli carezze di madri e padri, preoccupati per un intervento operatorio, per il figlio molto disabile.
      Di quelli che non comunicano. Guardano solo.
      Inermi.
      Ma ho sentito talmente tanto amore, che riuscivo ad udire le loro parole di affetto, scaturite dai gesti .
      Ed io, ogni volta, mi commuovo…
      Certo, non è facile.
      Sicuramente.
      Grazie di aver condiviso.

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      1. Ci son domande alle quali non potremo mai dare risposta. Ma tu che sei anche donna molto credente sai benissimo che Dio ha sacrificato la vita di suo figlio… chi siamo noi per voler a tutti i costi voler tenere in vita qualcuno che amiamo? Forse noi amiamo di più?

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        1. Il cristianesimo ved nella vita, il grande dono di Dio.
          La vita non è mai inutile!
          Non proseguire le cure e sostenere i bisogni Vitali, equivale ad una mancanza di accompagnamento, con la giusta dignità, verso la morte.
          Non è accanimento terapeutico.
          È rispetto dell’esistenza, fino a che si spegne.

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    3. Avrei lottato fino alla fine per Alfie come hanno fatto i genitori…. pregando il Signore che decidesse LUI per il piccolo…ma ho apprezzato parte del commento di Laura. Infatti come credenti dovremmo nutrire la speranza, se veramente crediamo nella vita eterna, che Alfie lo rivedremo e quindi non dovremmo disperarci!!!!!Una foto di Alfie, fatta qualche giorno prima “di stendere le ali verso il cielo”, lo ritraeva con gli occhi chiusi e con la bocca atteggiata ad un sorriso. Chissà cosa vedeva nel sogno!!!!! Comprendo il dolore dei genitori, è come se avessero strappato loro il cuore ma il distacco non è definitivo!!!!

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      1. Non mi dispero. Infatti penso che lui sia accanto a Dio.
        Ma la vicenda mi ha dato senso di tristezza, per come è stata gestita.
        I genitori che “urlavano” il loro desiderio di vita per il loro figlio.
        E la Corta Europea per i diritti dell’uomo, ha approvato.
        Questo è delirio di onnipotenza.
        Anch’io, non ho potuto non notare il sorriso di Alfie.
        Toccante.

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  7. Finalmente è in pace, non bisognerebbe dire più nulla. Ci vuole rispetto, più dignità in cose così intime e personali. L’umanità (?) ama rimestare nel dolore altrui, questa è la cosa più terribile. In mancanza, si nutre delle emozioni degli altri.

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    1. Non potevo non parlarne.
      Mi sembrava non fosse giusto stare in silenzio.
      Anche sul lavoro, i pareri son molto, molto diversi.
      Ho colleghi che ritengono giusto non accanirsi.
      Io, no.
      La penso diversamente.
      Avrei rispettato la decisione dei genitori e l’avrei appoggiata.
      In pieno.
      Grazie Giuliana.

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      1. Non parlavo per te Dina, mi dispiace se hai frainteso, intendevo giornali e social che, come sempre strumentalizzano, il dolore privato a scopi politici o solo per ottenere visibilità. Per quel che mi riguarda, nessuno, dovrebbe poter prendere decisioni sui figli degli altri, mai mai mai. Un caro abbraccio ❤

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        1. Ahh…..scusa .
          Sì, avevo frainteso.
          Ma non fa nulla. Mica mi ero offesa. Figurati!
          Hai detto bene, Giuliana.
          Nessuno dovrebbe imporre la propria decisione.
          Dove è Il ruolo della famiglia, in tutto ciò?
          In Italia, infatti, il medico non può decidere per il paziente.
          Un abbraccio a te❤️

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    1. Lui sì.
      Ma lasciarlo morire …
      Non riuscirei mai a lavorare in un Ospedale dove la cura dei malati, dovrebbe essere la priorità…
      Ricambio l’abbraccio, mia dolce Caterina❤️

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