Essere figlia…

Son stata in Pronto Soccorso, con mio papà.

Niente di grave. Ora.

La situazione si sta evolvendo in modo positivo.

È in osservazione. Domani dovrebbe tornare a casa.

Ero in un Ospedale diverso dal quale io lavoro.

Da noi, non ci sono tutte le specialità.

Ho detto a mia mamma di non venire, stamattina con noi, inutile starsene in tre. Poi, nel pomeriggio, ci siam date il cambio.

Mio papà ha settantasei anni. È alto. Magro. Porta gli occhiali. Ha un bel sorriso. Dicono che io , fisicamente, gli assomiglio molto. Ed io, ne sono orgogliosa.

Caratterialmente, è un po’ spigoloso. Molto orgoglioso. Testardo. Anche se il tempo, lo ha reso più bello! Perché è divenuto più dolce. Più estroverso. Più coccoloso.

Ricerca gli abbracci e gira il viso , pronto a ricevere un bacio sulla guancia. I miei sono schioccanti. Rumoreggiano di affetto intenso. Adoro il rumore che fanno sul suo viso profumato e ben rasato.

È sempre stato autoritario. Guai a sgarrare le regole. A non rientrare, da adolescente, all’orario prestabilito. Mi ricordo, che quando, raramente, ritardavo di qualche decina di minuti, la sera, girando la chiave nella serratura della porta, avevo la silenziosità di un ladro. Mi toglievo le scarpe. Trattenevo il fiato, fino a sentire solo il rumore del mio cuore.

Avanzavo al buio, pronta ad infilarmi vestita, nel mio letto. Ma puntualmente, dalla camera arrivava la sua voce ” Bentornata a casa! Mi sembri in ritardo. Occhio, eh!”.

E mia mamma ” Tutto bene, Dina?”.

Ed io, smascherata peggio della mitica Banda Bassotti, andavo a dormire senza prima aver inveito, tra me e me, per aver preso una dannata botta, al mignolino, contro l’angolo del letto.

Ma più lui invecchia, e più io, sono il suo sostegno.

I ruoli si sono invertiti.

Ora sono io che lo proteggo. Lo tengo per mano. Gli avvolgo bene la sciarpa intorno al collo. Gli sistemo la cuffia. Scandisco le parole, perché è un po’ sordo.

Gli chiedo se ha freddo. Lo rincuoro.

Quando è sotto stress, la sua mente, diventa un groviglio di assenze.

Stamattina il medico gli faceva le domande. E lui, guardava me. Ed io capivo.

Così rispondevo al suo posto. Dicendo ” Quando è un po’ agitato, si dimentica alcune cose. ”

Prima di partire, su un foglio gli ho fatto scrivere la terapia che assume giornalmente. Così, quando il medico ha voluto sapere i nomi dei medicinali e lui ha avuto un momento di amnesia, gli ho suggerito di prendere il biglietto che aveva in tasca.

Lui, contento, lo ha preso e lo ha letto. Orgoglioso e contento.

Poi, l’attesa paziente. Lui, che di pazienza, ne ha poca.

Ed io, mentre avevo avvisato di essere una collega, controllavo le flebo. Le cambiavo. Lo portavo a braccetto, in bagno.

Come un bambino, l’ho aiutato a pulirsi. Poiché in alcuni momenti, il tremore alla mano destra, faceva le bizze.

Insieme ho assistito all’ecografia con il medico che mi spiegava. Poi, tornati, ho tradotto in parole semplici e lui ” Se non ci fossi tu..”.

Ed io” Io esisto grazie a te!”.

Prima gli ho telefonato.

Sta meglio. Si è lamentato del cibo.

Segno che sta guarendo.

Mi ha salutata con il vezzeggiativo, che io amo” Ciao, pircy “.

Non ha nessun significato, ma per il mio cuore, rappresenta il suo infinito amore.

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94 pensieri riguardo “Essere figlia…

  1. Colpita e affondata (nelle mie stesse lacrime).
    Il tuo papà somiglia tanto al mio anche se ha dieci anni in meno. Sono grata a lui per ogni rimprovero, per le sue regole ma soprattutto per la fiducia che ha sempre avuto in me. Solo che rispetto a te, io sono più trattenuta con lui. Esterno poco. Molto di più con mia mamma.
    Le tue parole mi hanno fatto desiderare di fare un passo verso lui perché, superato l’imbarazzo, so che troverei due braccia aperte e forti ad attendermi.

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    1. Anche lui è sempre stato chiuso.
      La fede, lo ha reso più “ morbido”.
      Ma con me non si scherza.
      Dai miei abbracci, non riesce a fuggire😂😂.
      E quando gli dò un bacio, cambia perfino espressione.
      Anch’io con mia mamma sono maggiormente espansiva. Lei ha un carattere solare ed espansivo. Con lei vien tutto più istintivo.
      Ma in effetti, col tempo, ho capito che è lui, ad averne più bisogno.
      Provaci.
      Sarete e felici.
      Non rinviare.
      Potrebbe non esserci più il tempo per farlo.
      Appena a puoi, buttati💪🏻.
      Ti abbraccio, ringraziandoti delle tue belle parole♥️

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    1. Lo so.
      Lo sento.
      Ed i tuoi messaggi su whatsapp, confermano ogni giorno, il tuo affetto.
      Ringrazio Dio, di averti come compagna di viaggio.
      Fare insieme, questo cammino, è meraviglioso.
      ❤️

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  2. ❤️ per quanto possano essere di granito e resistenti ad ogni tempo poi piano ci si accorge che siamo noi il punto di sostegno di un padre. Autoritario o brontolone si affidano senza riserve. Ti leggo e trovo molto di mio padre in comune col tuo, e penso lontano un giorno … Dio come farò . Mi fermo Dina… non so cos’altro aggiungere se non “l’amore non ha misure “
    buona domenica.

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  3. quanta delicata “pietas”, intesa nel senso di riconoscenza, come quella che si deve ai maestri, del tipo che tu hai riservato in un post a quel chirurgo che per primo ti ha ospitato in sala operatoria, con in in più il legame di sangue “creatore”, omaggio al suo infinito amore

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    1. Emozionanti parole.
      Di quelle che invadono come soffio caldo, le giornate fredde.
      Come una sciarpa dalla quale ti lasci avvolgere, mentre nevica.
      Perché ti fa stare bene.
      Ecco.
      I tuoi commenti sono così.
      Soffici carezze sull’anima.
      Grazie.

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    1. Grazie Laura!
      Quando vedi un genitore, perdere molte delle sue facoltà, un po’ di tristezza, tinge il cuore di grigio.
      Non sempre è facile, trovare lo “sbiancante” più efficace…
      Ti auguro un buon pomeriggio domenicale😘

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  4. Il tuo post mi ha provocato mille emozioni: prima un tuffo al cuore, poi una sensazione di sollievo, e infine una grandissima commozione. Ti sei confermata una bravissima scrittrice, anche e soprattutto quando condividi con noi dei frammenti della tua vita personale.

    Piace a 1 persona

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