Chiedere “Scusa”,  è solo degli eroi..

Sala Operatoria di ginecologia.

Ore 8.30. Intervento in videolaparoscopia.

Preceduto da mezz’ora di preparazione strumentario. Un carrellino base con  il bisturi dell’11, quello più appuntito, le forbici corte dorate e le pinze chirurgiche( per afferrare bene la cute), e il necessario per entrare in addome attraverso quattro incisioni.

Cannule, ottica per vedere in cavità, cavi vari, il thermos per tenere ben calda l’ottica ( si appanna e va pulita frequentemente).

Un secondo carrellino, con altri ferri. Le garze di diverse dimensioni. Contate e ricontate. I fili di varie misure. Una mini scatolina magnetica per incollare gli aghi, per la conta esatta. Il catetere vescicale( lo applichiamo noi, così la paziente non subisce altri traumi perché è anestetizzata).

Ed infine il carrello  grande. Camici. Guanti. Ciotole con disinfettante. Altri ferri di scorta.

Sono maniaca. Dev’essere tutto perfettamente allineato. Un perfetto piano di lavoro. Preciso. Non una sbavatura. Camici con sopra ben ripiegate le salviettine per asciugare le mani e le braccia. Sotto i guanti.

Arrivano i ginecologi.

Sono giovani, ma bravi. Portati a fare questo lavoro. Appassionati. Gentili con le pazienti. Tecnicamente, capaci.

Un casertano ed una parmense. Accoppiata vincente.

La paziente è giovane. Ha due figli. Prima di addormentarsi, è molto tesa. Il ginecologo, dopo  averla rassicurata e scambiato qualche battuta nella loro lingua ( anche lei è casertana), riesce a rasserenarla un pochino.

Si inizia. La radio è un piacevole sottofondo. Si unisce all’atmosfera serena della Sala.

Si praticano gli accessi e si guarda sul monitor. Si vede benissimo. Il sanguinamento è minimo. Tutto procede bene.

Colleghiamo uno strumento particolare ad un apparecchio. Viene acceso. Quando il medico chirurgo, preme il pedale, esso intrappola il materiale da asportare, ormai ben isolato dalle strutture , in una specie di tubo metallico e lo trita. Ne escono praticamente dei lunghi cilindri.

Vengono presi ed in seguito verranno analizzati.

Ad un certo punto, non funziona più. Stop. Nessun rumore.

Inizio a sudare freddo. Le colleghe controllano che tutto sia collegato.

Il medico inizia a spazientirsi. Incomincia a sudare.

Allora io dico” Forza. Proviamo a vedere cosa c’è. Stai tranquillo. Ricontrolliamo.”

Smonto il pezzo. Lo riassetto. Ho la schiena fradicia. Tutti fissi a guardare le mie manovre. Basta non mettere ben una guarnizione e sono cavoli amari!

La collega fuori, prova a spegnere l’interruttore situato dietro l’apparecchio. Proviamo.

Riparte.

Bene. Si ferma nuovamente…

Mentre l’anestesista va a chiamare il tecnico, il chirurgo inizia ad alzare la voce.

“Andrea, ora vediamo se arriva il tecnico e capisce cosa non funziona. Stai calmo. Al limite, abbiamo tenuto un vecchio morcellatore, a mano. Va bene. Lo abbiamo sempre utilizzato. Qualche anno fa, non esisteva questo.”

Risponde” Non l’ ho mai nemmeno utilizzato. Che cavolo! Non è possibile. Non possiamo aspettare. Non ci voleva”.

La paziente inizia a sanguinare. Pinze lunghe elettrificate. Bisogna coagulare. Il sangue sporca anche la telecamera. Le cose si complicano…

Spruzziamo acqua per pulire. Aspiriamo.

” Aumenate il flusso! Presto. Più acqua. Non vediamo.”

Ecco, il vaso che zampilla. Preso. Andrea è arrabbiato. Si irrita tanto.

Controlliamo. Ok. Aspiriamo ancora. Si è fermato.

Faccio cenno con la testa alla collega, di avvicinarsi. Mi dice che ha capito. Mi fa ok, con il pollice e l’indice.

Mi porta il morcellatore manuale. Andrea inizia ad urlare.

Gli dico ” Proviamo. È semplice. Lo inserisci in addome e poi, lo giri in senso orario. Con forza ma tenendolo ben saldo”.

Anche la collega fuori,  gli dice che ce la può fare.

Iniziamo. È scoraggiato. Se non riesce, dobbiamo aprire l’addome. Il pezzo da asportare è voluminoso. Se non viene tritato, non si può portare fuori dalle piccole incisioni…

Silenzio che rumoreggia di tensione e sudore.

Piano piano, il pezzo viene asportato tutto.

Controlliamo . Chiudiamo.

Finito l’intervento, non riesco quasi a sfilarmi i guanti, tanto ho le mani sudate. Tolgo il camice. Devo andare a cambiarmi la divisa. Sono inzuppata.

Esco. Vado a cambiarmi. Torno e lungo il corridoio, Andrea, mi viene incontro.

Gli sorrido. ” Sei stato bravo. Hai visto? ”

” Volevo scusarmi con te. Ho alzato la voce. Non sono riuscito a gestire bene la situazione. Scusa davvero. Non era mia intenzione”.

Gli rispondo, sorpresa” Ti ringrazio. Ci mancherebbe. Capisco, sai? È normale. Ma vedrai che se capiterà ancora, sarai in grado di affrontare in modo diverso, il tutto. Non sempre i macchinari funzionano. Non deve succedere. Ma non sono infallibili. Il tecnico ha detto che è un problema elettrico. Lo devono riparare e mandare via. Ci daranno, in sostituzione , un muletto”.

” Beh, Dina, scusa ancora. E grazie . Ora vado a scusarmi anche con gli altri, presenti in Sala”.

Mi dá una bella pacca sulla spalla. Che unite alle sue scuse, sa di buono.

In trent’anni di carriera, nessuno mai, si è scusato, per aver alzato il tono della voce ed essersi arrabbiato.

Noi strumentiste, abbiamo spalle che devono reggere le loro perplessità.

Dobbiamo saper infondere tranquillità. Tra gli incroci e le vie a senso unico, è nostro dovere, suggerire la via migliore per evitare incidenti, per trovare il percorso giusto, con tono moderato.

Sempre!

Ed è molto faticoso. Credetemi…

Ma ieri, le parole del medico , hanno estirpato parecchie erbacce.

Chiedere scusa, è un atto di estrema umiltà.

Richiede un grande coraggio. Coinvolge il proprio orgoglio. Che va fatto cadere parecchio distante, fino a non sentire più riecheggiare il desiderio, di farlo risalire nella nostra anima.

Questi sono gli eroi.

Ieri, Andrea, ne è stato un degno rappresentante.

E lo sarà per sempre, ai miei occhi …

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74 pensieri riguardo “Chiedere “Scusa”,  è solo degli eroi..

  1. E ci ho passato 26 anni che mi sembrano sprecati in tutti i sensi… invece e’ cosi’ bello il tuo amore per il tuo lavoro e vedo quanto amore ti viene indietro. Lo meriti tutto e anche di piu’! Prego anche io per te, che Dio guidi al meglio le tue mani!!!

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    1. No, sprecati no.
      Qualcosa di buono ci sarà stato sicuramente.
      Non posso che ringraziarti per le tue preghiere. Dio, quanto te ne sono grata.
      Trovare chi prega per gli altri, è cosa rara. E tu, lo fai per me!!!
      Commossa.
      Tanto.
      ❤️

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    1. Si, ma non solo i buoni cristiani.
      Dovrebbe essere parte di un comportamento civile.
      Sbaglio, riconosco l’errore e chiedo scusa.
      Ma raramente avviene. Anche tra colleghi.
      E se poi parliamo di colpa?? Tutti pronti a scrollarsi le responsabilità e ad additare qualcuno.
      Che disastro…

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  2. Essere umili, scusarsi, riconoscere i propri errori. Bisogna ricordarsi sempre, che in primis siamo esseri umani. Gli errori dimostrano la fragilità, chi è capace di ammetterlo sa dei propri limiti. Anche se ammetto m’è venuto il cardiopalmo…

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    1. Sì. Racconto per portare fuori dalla Sala Operatoria, le mie emozioni, il mio vissuto, i miei passi con un paio di zoccoli rossi, le cui orme sono sempre entusiaste e orgogliose di ciò che assorbono..
      Ti ringrazio e auguro anche a te, buon fine settimana.
      🌸

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  3. Siete stati entrambi GRANDI, lui per l’umiltà e tu per la pazienza e l’amabilità dimostrata in una situazione in cui chiunque penso l’avrebbe persa. Non voglio farti inorgoglire ma …..
    sei grande, grande, grande…..come te sei grande solamente tu.!!!! (ho fatto il verso a Mina)

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    1. Tu sei sempre la ciliegina sul mio blog!
      Ricami tutt’intorno un’emozione forte.
      Grazie.
      Per tutte le volte che i tuoi commenti, mi fanno saltellare di gioia.
      E poi, pure la canzone😉.
      Buona serata, cara Lucetta.
      Sorella mia😘

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    1. Non è affatto facile.
      Ma ricorda una cosa importante, talvolta non potrebbe esserci tempo per poterlo fare..
      A loro farebbe piacere e tu, saresti più serena.
      Non privare loro e te, di una simile opportunità.
      Grazie e buon sabato💝

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  4. Capperi che nervi saldi, Dina.. non ci fossi stata tu.. 🙈
    Comunque sia, questo chirurgo si è dimostrato essere una bella persona. Chiedere scusa, hai ragione, non è affatto cosa da tutti purtroppo. Conosco persone, in ambiti molto meno delicati, che anziché chiedere scusa farebbero il diavolo a 4 pur di “coprire” le proprie mancanze e non mostrare a nessuno di non essere capaci di fare qualcosa..
    un abbraccio “tutto è bene quel che finisce bene” ❤️

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  5. Mia cugina lavora a Novara strumentista. Come te passa di esperienza in esperienza ma non credo abbia incontrato ancora in umiltà medica così. Le mani dell’uomo arrivano sempre dove le macchine s’inceppano e si bloccano. Sarà un ottimo chirurgo e tu li sai. Ho sentito un brivido attraversarmi le ossa mentre ti leggevo. E ho pregato sperando se mai avessi bisogno un giorno di avere accanto una professionista almeno per metà come sei tu. Ti ammiro molto. ❤️

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    1. Ma grazie, cara Cate!!!💝
      Dici bene. Le macchine talvolta si fermano. Noi dobbiamo essere in grado di procedere, al loro posto.
      Sempre!
      L’ammirazione è ricambiata.
      Per il tuo coraggio di questo periodo. Per la tua speranza, messa sempre a dura prova.
      Sei costantemente nei miei pensieri, insieme a tuo figlio.
      🙏🏻

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  6. Leggere i tuoi articoli, in questo mio momento di attesa, mi fa salire un po’ l’ansia. Mettici che sono infermiera e che di interventi ne ho visti (durante il tirocinio) e ne ho subiti. Ed ho sempre paura. Entro in sala e controllo le flebo, ripeto a cosa sono allergica, sono una rompiscatole con coscienza. Ma insistere ci salva la vita, o salva diverse vite. Come succede a Te. Grazie di tutto quello che fai..e tieniti libera per i primi di ottobre ❤️️🙏

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  7. Mi sono agitata fino a quando non ho letto che è andato tutto bene. Una suspence come in un racconto giallo, solo che qui è tutto reale, non lo puoi leggere con tranquillità sapendo che è solo fantasia. Qui ci sono delle vite vere a rischio. Sono piena di ammirazione per te, io non potrei mai fare un lavoro come il tuo, starei troppo male. Ma quello che ammiro è il fatto che anche tu stai male e ti senti coinvolta dalla situazione, non potrebbe essere diversamente per una sensibilità grande come la tua, ma riesci a mantenere la calma e il distacco necessari ad affrontare qualsiasi problema possa crearsi. Grande, straordinaria professionalità! E grande, straordinaria umanità, anche nei confronti del medico che è senz’altro una persona intelligente, perché l’umiltà fa parte dell’intelligenza vera, perché, hai ragione, ci vuole coraggio a chiedere scusa. Sicuramente, con l’esperienza, sarà un buon medico, perché ha dimostrato di essere una bella persona. La tua capacità di comprensione umana, comunque, non ha eguali, non è comparabile a nulla. E’ proprio questa dote che, sommata alla tua professionalità, fa di te un eccellente strumentista. Ma soprattutto fa di te la persona straordinaria che sei nella vita. Ti stringo forte, amica cara, grazie!, per me e per tutti quelli che ti trovano vicino a loro, stesi sul tavolo di una sala operatoria. ❤ ❤ ❤

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    1. Hai detto bene. Ci vuole esperienza. È un fatto naturale.
      Anch’io inizialmente ero sempre tesa.
      Poco tranquilla. Spesso nervosa.
      Ci vuole tempo. La teoria non aiuta più di tanto, quando sei sul campo e trovi degli intoppi, di altra natura.
      Poi, sai, è una grazia del Signore, cercare di vedere nell’altro gli aspetti positivi e farli risaltare.
      Le tue ultime parole sono molto emozionanti…
      ❤️❤️❤️

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      1. Tesoro, quello che scrivo è sempre quello che penso. La sincerità è un mio pregio, ma anche un gran difetto, a volte procura guai, ma questa è una pagina diversa … quello che ti ho detto è uscito direttamente e spontaneamente dal cuore. Ti ammiro molto, hai tutta la mia stima e il mio rispetto. Le persone come te sono rare e preziose, fortunato chi ti è accanto. Buonanotte, cara, che il sonno sia ristoratore delle fatiche per entrambe. ❤

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  8. Beh , capisco anche le perplessità del sempre logico Adriano……..
    Comunque , quello che è ‘ successo capita agli umani
    (Poi , ci sono umani più umani di altri, ma è’ un’altra questione…)
    Dina , mi hai fatto venire la pelle d’oca , come sempre , ma che momenti devi passare , il più delle volte!

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  9. Se dovessi mai fare un intervento, voglio che sia tu in sala💪🏻 comunque, l’atto umile di chiedere scusa è davvero uno dei più stupendi da ricevere ma dei più complicati da donare. Io mi sono sforzato di imparare da mio fratello di 9 anni a chiedere scusa come un bambino. Lui litiga con qualcuno, passano 5 minuti e sorridendo abbraccia la persona con cui ha litigato, le da un bacino, le chiede scusa e le chiede se vuole giocare con lui… a volte è il più maturo di tutta la famiglia 🤔✌️

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    1. Ok, fammi un colpo ed arrivo di corsa😉.
      Hai ragione. Dobbiamo imparare dai bambini a chiedere scusa. Lo fanno in modo così istintivo che è impossibile non prenderne esempio.
      Grazie del tuo commento.
      Sei sempre molto gentile😆

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  10. Chiedere scusa va bene ma se un chirurgo perde la pazienza, la concentrazione e la lucidità proprio quando non dovrebbe e devono essere le infermiere in sala a dirgli cosa deve o non deve fare la cosa mi preoccupa assai.

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