Emozioni…

Ieri, all’Oratorio abbiamo festeggiato la festa della famiglia.

Mi piace veder riuniti tutti. Grandi e piccini. Genitori e figli. Nonni e nipoti. È una bella occasione per stare insieme.

Tutti sorridenti. All’ombra dei grandi alberi, vicino al campo sportivo, è stata celebrata la Messa.

I bambini l’hanno animata egregiamente. Io sono orgogliosa di questi ragazzi . Adoro quando leggono  e scrutano tra la folla, alla ricerca di mamma o papà, per riempirsi il petto d’orgoglio.

Mi piace quando, durante il segno della pace, si affrettano a correre, verso chi conoscono, per stringere loro la mano. Ed io, attraverso le mani, vedo scambi d’affetto e tenerezza.

Durante la recita del Padre Nostro, tutti ci teniamo per mano. Anche chi è un po’ restio, e non vorrebbe, non si tira indietro se sente la voce di un bimbo che sussurra” E a me? Non la dai ?”.

Ma sono restata piacevolmente sorpresa quando ho visto Marco, vicino al suo papà.

Marco, è uno dei bambini che frequentano il catechismo, nella mia classe. Un paio di mesi fa, per la festa del papà, abbiamo preparato un biglietto speciale. Ognuno ha scritto, ringraziando per tutto quello che fanno i babbi. Alla fine, ognuno, su mia indicazione, ha chiesto un favore speciale.

Venivano da me, e nell’orecchio, mi chiedevano se poteva andare bene. Loro sono eccezionali. Li conosco da quando frequentano la seconda elementare. Ora sono alle Medie. Mi ci sono molto affezionata. Tantissimo.

Come mai, avrei pensato!

Con loro sono cresciuta tanto. Mi hanno insegnato il gusto delle cose semplici. La bellezza della spontaneità. Il valore dell’amicizia.

Ed il mio affetto ha raggiunto cime così elevate, da toccare la neve. E mi ha fatto intravedere la profondità dei loro cuori.

Tra le varie domande, per scrivere la letterina per papà, Marco mi ha confidato che voleva chiedergli se poteva ricevere più coccole.

Sai, Dina, non so se il mio papà mi vuole bene. Non me lo dice mai. Ha sempre tanto da fare….

Ma tu, glielo dici, che gli vuoi bene?

Ho vergogna. Non siamo molto abituati in casa. La mamma ogni tanto lo dice, ma lui no.

Vedi , Marco, sicuramente il tuo papà, ti vuole tanto bene. Ma non è sempre facile dire Ti voglio bene!

Alcune persone sono un po’ frenate. Non perché non amano i propri figli, semplicemente , perché , forse, anche il loro papà non lo diceva spesso.

Ma tu, Dina, quasi tutte le volte, dici a noi, che ci vuoi bene e passi volentieri il tuo tempo con noi. E poi sorridi, felice. Anche  quando ci parli di Gesù, che è nostro amico, ci racconti quanto ci ama.

Sai, cosa potresti fare, Marco?

Insegnare tu, al papà, come è bello dire ti voglio bene. Quando torna a casa dal lavoro, inizia ad abbracciarlo e a sussurrarlo all’orecchio. Quando è sul divano, rilassato, gli vai in braccio, e gli dici Sai papà, ti voglio tanto bene!”.

E se lui non me lo dice?.

Dagli tempo. Non è facile. Ma imparerà. Quando sentirà la gioia nel suo cuore, nel sentire le tue parole, capirà che la stessa felicità potrà regalarla a te.

Si, ok. Ci posso provare. Ora scrivo Vorrei che tu mi dici che mi vuoi  bene e che quando camminiamo, ogni tanto, mi dai la mano. Così mi sento importante.

Sai, Dina,  Lui ha delle mani giganti. Sono un po’ ruvide, ma sono tanto forti ed io mi sento al sicuro…………

Ieri, ho visto Marco e suo papà. Mi sono passati accanto.

Erano mano nella mano e lui, orgoglioso, mi ha strizzato l’occhio.

Alla fine della Messa, è venuto a salutarmi , mi ha baciato e mi ha detto” Sai Dina, me lo ha detto. Quando ha letto la lettera, si è messo a piangere. Ora, me lo dice quasi tutti i giorni e mi stropiccia pure i capelli. Sono diventato un maestro. Gli ho insegnato ad amare! Grazie.”

Ed è scappato di corsa. Non aveva tempo da perdere.

Questi episodi mi riempiono di gioia. Aggiungono strati di porpora al mio cuore che si veste a Festa, con le striature color del Cielo.

La felicità è una merce favolosa: più se ne dà e più se ne ha”.

(Blaise Pascal)

13 pensieri riguardo “Emozioni…

  1. Mamma mia.. dai miei genitori credo di non essermelo mai sentito dire.. mio papà qualche volta negli ultimissimi anni me lo scrive.. ma credo che in generale entrambi non siano mai stati abituati. Certo, me lo hanno dimostrato da bambina. Ma si sa, non è la stessa cosa..
    Io, ai miei figli, lo dico spessissimo. Forse proprio perché a me è una cosa che è mancata.. ❤️

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      1. Grazie Dina per le tue parole bellissime.
        Mia madre ha un carattere un po’ così.. le voglio un bene infinito ma non si può certo dire che sia un tipo affettuoso, accogliente e disponibile.
        Ho sofferto negli anni per la perenne mancanza della sua approvazione (ancora oggi riesce a farmi andare storta una giornata).. e ho deciso di impegnarmi al massimo perché mia figlia (e ora anche il piccolo) non si dovessero mai sentire così, come mi sono sentita io.
        Cerco di non fargli mai mancare l’attenzione, il mio tempo, un “brava” entusiasta con un sorriso ed un bacio.
        Non ci riesco spesso come vorrei, perché non l’ho vissuto in prima persona forse. Però veramente non voglio che passino quello che ho passato (e passo) io. 😔❤️

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  2. Che bello! Ho insegnato per anni alle scuole elementari e la cosa che andando in pensione ho rimpianto è stato il rapporto con i bambini: le loro domande, la loro fiducia, il loro affetto. Non avendo avuto figli, mi sono dedicata a loro completamente e mi hanno riempito la vita. Vivitelo questo rapporto nel modo più sereno possibile.

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