Un bimbo, salva una vita…..

Stamattina Sala Operatoria della Ginecologia.

Sono sulla Sala dove praticano le interruzioni volontarie di gravidanza. In gergo Ivg.

Incanulo una vena e metto una flebo di fisiologica.

Procedo all’accettazione, raccolta dati per anamnesi. Inserisco a computer, etc.

Non somministro antibiotici o altri farmaci. Sono obiettrice.

Mentre sono con la paziente, inizia a piangere. Le do un paio di garze. Mi spiace sempre tanto.

Si, non riesco mai a starmene distaccata.

Capita solo con chi entra in Sala, e sembra debba andare a fare una passeggiata. Trucco. Unghie laccate di rosso. E per caso, è già la seconda o terza volta che viene per eseguire il medesimo intervento. In quel caso, un po’ schifata lo sono ( intendiamoci, la signora in questione non se ne accorge, ci mancherebbe altro. Anche se due o tre parole vorrei dirle😤).

Ecco.

Sono lì con la paziente e lei non riesce a smettere di piangere. Le dico che può ripensarci.

È indecisa. Ha un altro figlio di tre anni. Non ha nessuno che l’aiuta.

Mentre sono lì, vicino a lei, nella sala accanto, dove stanno effettuando un taglio cesareo, si sente in corridoio, il pianto forte di un neonato.

Che urla…urla. A pieni polmoni. Sembra voler dire al mondo intero:” Hei, sono arrivato. Non vedevo l’ora.”

La signora mi chiede se è nato un bambino.

Le rispondo:” Si. Un maschietto.  Da una mamma che ha già tre figli e non vedeva l’ora di abbracciare anche questo.”

Il cucciolo appena nato, viene messo nella culla termica e viene accompagnato dall’ostetrica verso l’uscita. Passa davanti alla stanza dove io e la mia paziente, stiamo parlando.

Lei sente il pianto, si mette a sedere.

Quando il neonato passa, dalla culla, che ha i vetri trasparenti, si gira con la testa e guarda verso di noi.

Sembra fissare quasi negli occhi.

Dio…quanto è bello.

Smette di piangere. Prende il pollice e lo mette in bocca.

E via, verso il reparto.

La signora mi guarda.

Si asciuga le lacrime.

” Ho cambiato idea. Non voglio abortire. Lo tengo”.

Ci mancava poco che le saltassi al collo. Un brivido di felicità mi tira i capelli e giù, sempre più giù. S’infila nella spina dorsale e corre a tutti i miei pori che gridano di gioia.

Le accarezzo il viso. Non so cosa dire.

Mi chiede se mi può abbracciare.

Ed io, che amo gli abbracci, non posso che, senza rispondere, allargare le mie braccia, ancora percorse dal brivido, e stringerla.

Mi sussurra:” La sua cortesia, la sua gentilezza ed il modo in cui porta la catenina con la croce, mi hanno fatto capire che lei è una persona che comprende. Ne avevo un disperato bisogno.

Dio lo ha capito.

Mi ha mandato lei ed il pianto di un neonato.

Presto, la prego  mi mandi a letto che corro a casa.”

Giorni così, mi riempiono la vita.

La spalmano di tenerezza.

Di un senso.

Di serenità.

Come la marmellata col burro.

Ed io sento profumo di qualcosa di indescrivibile. So solo, che mi fa tanto, tanto bene….

Ecco. Un bimbo nato oggi, non saprà mai, il potere che ha avuto.

Ha dato modo ad un bimbo di non morire e ad una signora di diventare mamma.

O forse, stasera, il suo angelo custode glielo dirà……

64 pensieri riguardo “Un bimbo, salva una vita…..

  1. Ciao mi ha colpito molto il tuo post,bellissimo e pieno disperanza…mi hai fatto pensare e così ne ho scritto uno un pò diverso dal tuo…un pò più duro forse…lo pubblicherò nei prossimi giorni.Se ti va di leggerlo..Ciao

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  2. E’ l’incessante forza della vita (il bambino)
    E’ l’amore di madre (la paziente)
    E’ la Fede dell’operatore (Dina)
    Questo qualcosa vorrà pur dire…
    (con grande immenso rispetto per chi fa una scelta del genere per bisogno o costrizione e non per “abitudine”)

    Piace a 1 persona

  3. Ciao Dina, arieccomi…..
    Ho imparato a volerti bene per le sensazioni che riesci a far provare, e per la tua indulgenza verso i miei articoli che sono così insulsi rispetto ai tuoi ma stavolta sarò sinceramente antipatico.
    Risolto il problema più importante, speriamo che altre coincidenze o, auspicanbilmente, delle strutture pubbliche o caritatevoli aiutino questa donna ed i suoi due bimbi tutti e tre dannatamente soli di fronte alla sopravvivenza a breve termine.
    Più importante e copio/incollo dal tuo stesso Blog: “Perché non è necessario guardare se chi è davanti è bianco o colorato. Ateo o credente. Uomo o donna. Bambino o anziano. Carcerato o drogato. Colto o analfabeta. Piccolo o alto”.
    Siamo indulgenti anche verso queste signore truccate e con i tacchi. Ce l’ha insegnato anche il nostro amato Papa Francesco: “…chi sono io per giudicare costoro….?”.
    Cerca di scusarmi….

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    1. Prima di tutto. A me piace molto quello che posti.
      Sinceramente non metto like a caso o commento, così.
      E poi, hai ragione.
      È vero. Chi sono io per giudicare. In effetti, dovrò rivedere alcuni dettagli senza farmi forviare.
      Il confronto, serve anche a questo.
      A far riflettere e perché no? A cambiare. In meglio.
      Ed io ti ringrazio.
      Ne tengo conto. E mi ricorderò delle tue parole.

      Piace a 3 people

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