Chirurghi speciali

È da quasi trent’anni che lavoro in Sala Operatoria.

Ho affiancato chirurghi di tutte le qualità e di tutti i difetti.

Lascio da parte la componente specialistica e tecnica. Nella quale ritengo che ci sono comunque professionisti nati per fare questo tipo di lavoro. Spiccato spirito di osservazione, voglia d’imparare, entusiasmo, tenacia. Medici che nascono, con indosso la divisa da Sala Operatoria, per i quali non esiterei a far operare i miei figli. Alle loro mani, affiderei la vita delle persone, a me più care.

Perfezionisti che non guardano il loro interesse ne tantomeno l’orologio.

Da poche settimane, sulla mia Sala Operatoria, è stato avviato un nuovo percorso, riguardante, interventi di tipo odontoiatrico, in regime di anestesia generale, per bambini e ragazzi con problemi fisici e/ o psicologici.

Per me , credetemi, non è affatto semplice. Ho l’esigenza di sapere. Di imparare. Ci buttano in un progetto, senza adeguate conoscenze. Mi darò da fare. Odio che mi buttino nell’arena senza un’arma.

I bambini hanno serie difficoltà ad interagire, stamattina, avevo un paziente autistico.

Accompagnato da mamma e papà, ma lui ha fatto capire alla mamma,  che voleva restasse solo la figura paterna. Ho adorato questo babbo, le sue carezze sulla testa del figlio, il suo parlare tranquillo, per intermediare tra me e Luca( il nome del piccolo).

Riferisce a me e all’anestesista, che è una settimana, che in famiglia non si dorme, perché Luca ha dolore ad un dente. Il quale deve essere tolto.

Sono sfiancati. Il piccolo paziente, ritmicamente, batte le dita sul lenzuolo. I suoi occhi, guardano un punto imprecisato sulla parete di fronte.

Per incanulare la vena, il papà ci aiuta, raccontando una storiella a Luca.

Lui, inizia ad agitarsi. Ho paura.

Temo di non riuscirci. Dico a Dio:” Ehi, tu, non giocarmi cattivi scherzi, ti prego. Luca, ma soprattutto i suoi genitori, hanno bisogno, di questo intervento!”.

Mi fermo. Non riesco più a sentire la vena. Il laccio che stringe il braccio, inizia a far dimenare il piccolo. Fa segno che se  lo vuole togliere.

Lo tiro via.

Arriva il chirurgo.

Con un sorriso enorme. E cosa fa?

Allarga le braccia ed esclama:” Ma ciao, grande Luca, ciao ragazzo” e lo abbraccia.

Inaspettatamente, lui ricambia il sorriso, non l’abbraccio. Ma lo sguardo si deposita sul medico.

Gli parla e gli dice :”Dina, proverà ancora a metterti l’elastico al braccio( ha capito al volo, la situazione). Un attimo di pazienza.

Ed ecco, per magia, riesco a mettere l’ago cannula e apro il deflussore. Ora che abbiamo un  accesso venoso, possiamo iniettare la preanestesia.

Portiamo subito Luca in Sala. Il papà ci ringrazia con le lacrime agli occhi. Dice che siamo degli angeli.

No, non siamo angeli.

Sei tu, tu, che ti occupi di Luca, con un amore che è di esempio a noi tutti. Che ci hai sostenuto, senza perdere la fiducia. Che hai capito, in silenzio, che avremmo dato l’anima, pur di operare Luca .

Per alleviarlo dal dolore e per farvi dormire.

Ma anche il medico, stamattina, si è svegliato, con un paio di ali. Il suo parlare allegro.

La sua umiltà, e credetemi, è rara tra i medici chirurghi, ed il suo interagire con il piccolo paziente, lo ha reso, ai miei occhi, un eroe dei fumetti. Di quelli che non temono le difficoltà. Di quelli che bimbi ed adulti, non si stancano  di leggere le imprese.

Un eroe, che non riceve l’encomio di un vasto pubblico, no, niente riflettori, nessuna medaglia.

Ma la riconoscenza di due genitori, che affrontano tutti i giorni una gara impari, con un enorme, devastante, punto interrogativo. L’autismo.

Dio li benedica.

E continui a guidare tutti coloro che incontreranno lungo il loro cammino.

108 pensieri riguardo “Chirurghi speciali

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  2. Fossero tutti così! L’ospedale e i medici sono l’unica cosa verso cui provo un intenso e smisurato terrore! Tra qualche mese nascerà mia figlia,la terza,e la mia paura qual è? Quella del terzo taglio cesareo e del dover stare in ospedale!!! Potessi partorire in casa! Ti dico solo che gli ultimi punti,su un braccio dopo una caduta in gara col cavallo,me li ha dati il veterinario su un prato. Non c’era verso di farmi andare al pronto soccorso. Ci entravo solo a vent’anni per fare da animatrice e aiuto compiti ai bambini ammalati,ma ero comunque sul chi va là! 😊

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    1. Intanto, complimenti per la tua terza gravidanza e per quando dedicavi il tuo tempo a chi era in Ospedale.
      Beh, ti dirò, come paziente, sono pessima.
      Quando ogni sei mesi, devo fare gli esami( obbligatori, per chi lavora in Sala Operatoria), i miei colleghi mi prendono in giro perché ho paura del prelievo☺️.
      Quindi, non sai come ti capisco!
      Buona giornata e grazie del tuo commento😄

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  3. Cara Dina, la tua onestà è disarmante.
    La tua competenza è encomiabile.
    Il tuo Amore è edificante.
    La tua Fede è inestimabile.
    Grazie a tutti voi che lavorate con competenza, onestà, professionalità, umanità.
    Senza ribalta, senza compensi da capogiro. Ma con la gratificante voglia di aiutare chi soffre.
    Io ho incontrato una persona meravigliosa nel medico che ha lottato con me per slvare la mia vita di neo mamma dal coma. Mai potrò dimeticarlo.
    Grazie ancora, senza di voi questo mondo sarebbe davvero povero.

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    1. Ma grazie……
      Guarda però, ti avverto, ho un sacco di difetti☺️.
      Sono molto contenta di apprendere che hai incontrato un medico in gamba, in un periodo così particolare della tua vita.
      Il suo ricordo, resterà sempre un punto luminoso, nella tua vita.
      Grazie ancora per tutte le tue parole.
      Che incentivano il mio lavoro.
      Si, lo stipendio non è certo rapportato alle ore, alla reperibilità, etc.
      Ma spero, che anche in prossimità della pensione, quando tanti colleghi, vi arrivano demotivati, Dio, mantenga sempre vivo in me l’entusiasmo e la voglia di continuare a svolgere il mio lavoro al meglio delle mie possibilità.
      Senza aspettare la fine del mese, per prendere la busta paga.
      Che tristezza……….
      Notte, cara❤

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  4. Ho incontrato tanti medici e chirurghi, inizialmente per lavoro e poi per tutto il resto. Ho trovato dei chirurghi umili e professionali, ed anche dei chirurghi che avrei potuto denunciare. Il nome del tuo blog è “emozioni “: quelle che provi, quelle che vedi, quelle che trasmetti. Grazie per questo racconto, per tutti gli altri che scrivi, mi fanno un gran bene ❤

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    1. Si, si.
      Lo vivo sulla mia pelle. Il buono ed il cattivo, c’è sempre.
      Anche se in ambito sanitario, così, non dovrebbe essere.
      Si. Io vivo di emozioni, come tanti del resto, e vorrei sempre riuscire a trasmettere ciò che provo, ciò che vivo, quando mi prendo cura, di una persona a me estranea, ma che vive in un particolare contesto.
      Perché non voglio, che tornata a casa, abbia un brutto ricordo. Che potrebbe incidere, negativamente, qualora si ripresentasse la necessità di un altro intervento.
      E se stiamo bene, quando “ci “leggiamo, ben venga. Ogni profumo viene amplificato, ed anch’io sto molto bene❤
      Grazieeeeee

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  5. ho le lacrime agli occhi… il tuo racconto è così coinvolgente che… mi mancano le parole!
    Un abbraccio Dina. Anche tu sei un angelo, e non dirmi di no! Se proprio non vuoi fregiarti del primo gradino, sei comunque l’assistente di un angelo, e per questo non meno importante.
    buona giornata

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  6. Poco se mi valuto tanto se mi confronto. Perchè questa massima si ribalta quando leggo tuoi articoli come questo? E’ importante che voi operatori teniate duro rispetto ai tanti che vorrebbero denigrare o sabotare il vostro lavoro. Grazie di cuore.

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    1. Grazie a te!
      Ci vuole così poco.
      Se tutti, indistintamente dal lavoro, imparassimo a trattare gli altri con maggior gentilezza, con più sensibilità…..
      Quanto sarebbe bella la vita?

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          1. Si, ma son solo nove chilometri, da casa mia.
            Io abito tra Cremona, Brescia e Mantova. Praticamente. Ma il cuore l’ho lasciato a Milano….

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      1. ”Cambia te stesso e cambierai il mondo”….è vero, ci vuole così poco:gentilezza e sensibilità, soprattutto, come possono mancare? Chissà Dina, un giorno ci incontreremo o forse ci siamo già passate accanto… l’una all’altra…per forza🙂❤🙏

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  7. Mi associo al pensiero comune. Ci vorrebbero più persone come te in giro nel mondo. Io ho avuto la fortuna di incontrare nella mia vita, il mio medico angelo. Anche lui è meraviglioso, che a parole non saprei descriverlo. Sono molto legata a lui, tanto che ha battezzato anche il mio gnomo. Siete delle persone meravigliose.

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    1. Ed io accolgo e mi faccio onore delle tue parole e le dedico ai tanti professionisti del settore , medici, ed infermieri, che lavorano con il cuore.
      Grazie. Grazie davvero!

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    1. Ma dai……che bello!
      In questi giorni, lavoro spesso con un chirurgo e sua figlia. Sai, un poco li invidio.
      Lei, non ha ancora terminato, ma viene a fare tirocinio da noi.
      Vedere come lui le spiega, come le insegna a suturare, etc. è una cosa che mi fa stare bene e che mi emoziona.
      Spero si rendano conto, entrambi, della grande fortuna che hanno.
      Grazie, Giovanna ❤

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  8. Te lo dico con sincerità: dovrebbero clonare te e quel chirurgo e mettervi in ogni ospedale d’Italia, perché se malauguratamente un giorno dovessi finire sotto i ferri, vorrei avere accanto una come te e un chirurgo bravo così a fare il suo lavoro.

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    1. Credimi.
      Ce ne sono tanti.
      Che lavorano in silenzio. Che spesso, si portano a casa, i problemi, per trovare la giusta soluzione. L’ intervento migliore. La tecnica meno invasiva.
      Che passano ore sui libri per tenersi costantemente aggiornati.
      Ma sai, come dico spesso, io amo il mio lavoro. Non lo cambierei mai. E questa, è la mia grande fortuna ed il mio desiderio di fare tutto al meglio delle mie possibilità.
      Grazie Adriano!

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      1. È vero, ce ne saranno anche (ma sempre troppo pochi purtroppo rispetto alla maggioranza che andrebbe buttata via a calci), ma è sempre bello sentire di come ci sia gente come te e questo chirurgo non solo preparata professionalmente e che ama il proprio lavoro, ma che ci mette se stessa in ogni momento, perciò il grazie va tutto a te.

        E se fin da subito ti ho voluta bene e rispettata, da adesso il tutto lo è ancora di più, e ti abbraccio con tutto il cuore.

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      1. Mia cugina fa il tuo stesso mestiere… a Novara… la pensa come te. E quando si imbatte in un chirurgo che vede un paziente come una macchina da smontare e non una vita da salvare… a volte vorrebbe non cambiare mestiere ma… mettersi ad urlare.. passa una buona serata 💕

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          1. ❤ ti consoli sapere che noi ci affidiamo… e persone come te e il chirurgo nel tuo post… per fortuna esistono. Esisti. ❤🤗 ciao!

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          2. Grazie a te per le cose che mi hai scritto ora. Non sai che bene fanno a chi come me si sente uno sbaglio . Non dire niente. Va bene così. 🎶

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          1. Avevo terminato la maturità e il piano di studi per Medicina era pronto. Poi è mancata mia nonna e per me è stato un vero choc (non avevo mai visto morire nessuno ed ero presente in ospedale). Non mi ha spaventato la morte, quanto il fatto che non siano riusciti a salvarla…mi sono sentita impotente e ho pensato (erroneamente, solo poi l’ho capito) che non sarei stata capace neppure io a fare qualcosa. 😦

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          2. Ah……mi spiace proprio.
            Si, la sensazione di non essere in grado di poter sempre salvare una persona, è una pessima compagna di lavoro.
            Mi è capitato con un mio amico.
            Strumentavo l’intervento, quando abbiamo trovato una massa tumorale all’intestino con metastasi epatiche.
            In quel momento, avrei solo voluto piangere ed abbandonare il campo operatorio.
            È stato terribile.
            Un magone, che non ti dico.

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