Dolce attesa

Lavorando in Sala Operatoria, spesso, capisco che le donne non hanno un’adeguata conoscenza di alcune norme riguardanti la gravidanza. Inoltre, in questo particolare periodo, le future mamme, per evitare il taglio cesareo, dovrebbero osservare alcune indicazioni, a mio parere, basilari.L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità ), ha pubblicato nuove linee guide. La necessità è nata dai numeri, ancora troppo alti: nel 2015 , 303mila donne sono decedute per cause legate alla gravidanza e 2,6 milioni di bambini sono nati morti. «Un maggior numero di contatti tra le donne e gli operatori sanitari lungo tutta la gravidanza facilita l’adozione di misure preventive, l’individuazione di rischi, riduce le complicanze e migliora le disuguaglianze nell’assistenza.

Una visita al mese e tre ecografie:

La prima è importante per datare la gravidanza, valutare se è singola o multipla ed effettuare la translucenza nucale che valuta la probabilità di difetti cromosomici. Se quest’ultima è alta si procede con altri esami: amniocentesi, villocentesi o test del Dna fetale.r

 

La morfologica individua eventuali malformazioni in vista di una possibile interruzione di gravidanza, che è ammessa entro la 22esima settimana».

 

L’ultima, consigliata dal ginecologo

Cosa è gratuito e cosa no:

Alle donne in gravidanza è offerto gratuitamente lo screening nel primo trimestre, che consiste in un prelievo di sangue materno e un’ecografia per valutare la translucenza nucale del feto ( è una fessura translucida in ecografia a livello della cute nucale del feto). La fessura di liquido è una raccolta di linfa che si osserva in tutti i feti nel primo trimestre di gravidanza. Un aumento dello spessore della translucenza nucale è indice di un aumento di rischio di anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down, o di malformazioni fetali.
Le donne con un rischio aumentato, se hanno più di 35 anni, potranno accedere gratuitamente a villocentesi o amniocentesi. Due le ecografie di controllo gratuite: la terza, che si fa nell’ultimo trimestre, è esente dal ticket solo se c’è un rischio di malattia per la mamma o il nascituro.

Consigli utili:

. Fare attività fisica (consigliata a tutte le donne incinte che non abbiano controindicazioni legate alla salute)

. Dieta , che deve essere il più possibile sana e variata. A parte casi di carenze specifiche, gli unici supplementi ritenuti fondamentali sono il ferro (per scongiurare il rischio di anemia) e l’acido folico, che previene disturbi del tubo neurale nel bambino, come la spina bifida.

. Ridurre il consumo di caffè, per prevenire possibili problemi legati alla gravidanza e al basso peso del bebè alla nascita.

Un capitolo è dedicato alle cattive abitudini e alle possibili malattie della futura mamma: dal fumo (fortemente sconsigliato, incluso quello di seconda mano), ad alcol e droghe, che andrebbe evitato o comunque monitorato dal medico.

. Contro la nausea del primo trimestre sono consigliati zenzero, camomilla, vitamina B6 e/o agopuntura. I crampi alle gambe possono essere trattati con magnesio o calcio, la stitichezza aggiungendo fibre alla dieta. Per chi soffre di vene varicose sono consigliati calze a compressione graduata, sollevamento delle gambe, immersioni nell’acqua.

Io, a causa di sciatalgia e dolori alla schiena, ho fatto shiatsu con ottimi risultati. Anche la piscina mi è stata di grande aiuto.

Inoltre, consiglio il corso in acqua, pre parto.

Non solo insegnano la respirazione, ma anche come spingere durante le contrazioni del parto.

E cosa da non trascurare, si conoscono altre future mamme con le quali si possono condividere timori, perplessità, oppure trovare conforto e sostegno.

Altro consiglio

Informatevi se nell’Ospedale dove avete intenzione di partorire, viene praticata la parto analgesia. Dove lavoro io, è un servizio gratuito.

Molte donne riescono, se ben preparate, a controllare l’ansia e la paura legate al parto e in questo modo la percezione delle sensazioni dolorose è ridotta, ma ve ne sono altre che non sono in grado di raggiungere un sufficiente autocontrollo.

Una corretta analgesia, riduce la fatica della futura mamma e le permette una maggiore consapevolezza e serenità nel momento della nascita del bambino.

Vantaggi dell’analgesia epidurale
La riduzione del dolore comporta un miglioramento della respirazione materna e quindi dell’ossigenazione fetale. La paziente rimane sveglia e rilassata per tutta la durata del travaglio e quindi è in grado di vivere il momento del parto nella sua completezza.

È attualmente ritenuta la migliore e più sicura tecnica per ridurre il dolore del travaglio e del parto. Essa determina in pochi minuti la riduzione delle doglie, lasciando inalterati la sensibilità cutanea, i movimenti e, soprattutto, la sensazione della contrazione, che continua ad essere percepita però molto meno dolorosa.

La capacità di spinta non è alterata e la donna, mitigato il dolore, può partorire attivamente e in modo spontaneo.

Come viene praticata
L’analgesia epidurale consiste, previa anestesia locale, nell’introduzione, attraverso un ago, di un sottilissimo tubicino di plastica (cateterino) dietro la schiena in una regione limitrofa ai nervi che trasmettono il dolore del travaglio. Attraverso questo cateterino è somministrata la soluzione analgesica. I farmaci utilizzati sono un anestetico locale a bassa concentrazione, associato talvolta a un farmaco simile alla morfina, anch’esso somministrato a bassa concentrazione. La procedura richiede pochi minuti ed è pressoché indolore perché è eseguita anestetizzando la cute sovrastante.
Quando viene praticata
L’analgesia è eseguita, previa visita anestesiologica da realizzarsi a partire dalla 30ma settimana di gestazione, durante il travaglio, in accordo con il ginecologo. Ovviamente i vantaggi maggiori si ottengono quando è messa in atto fin dall’inizio del travaglio stesso. L’analgesia può poi essere prolungata secondo le esigenze cliniche e della paziente, provvedendo al rifornimento di soluzione analgesica attraverso il tubicino di plastica: in questo modo il controllo del dolore si protrarrà per tutta la durata del travaglio e del parto. Il catetere peridurale potrà essere altresì utilizzato nel caso si dovesse far ricorso al taglio cesareo. In questa circostanza i farmaci somministrati provvederanno a realizzare l’anestesia per l’intervento chirurgico e l’analgesia per il periodo post-operatorio. Ciò significa, praticamente, che non sarà necessario intubare la paziente, poiché le gambe e in parte l’addome, sono ancora “addormentati” per effetto della precedente somministrazione di farmaci nel cateterino.
Quando è raccomandata
L’analgesia epidurale può essere indicata anche in presenza di alcune specifiche malattie: nel diabete, ad esempio, nell’ipertensione, nella gestosi, nella grave miopia, nel pregresso distacco di retina, in talune malattie cardiovascolari, l’analgesia epidurale permette un parto migliore con la riduzione dei rischi ad esso connessi a causa di tali patologie.

A disposizione per qualunque domanda.
Il parto, è l’unico appuntamento al buio, nel quale conoscerai la persona che amerai per il resto della tua vita……

Parola di mamma.😉

 

8 pensieri riguardo “Dolce attesa

  1. Molto interessante! Io con la prima volevo a tutti I costi il parto in acqua e non ho avuto l’epidurale… la verità è che rientro nella categoria “un ago nella schiena?? Maiiiii!!!”

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    1. A chi lo dici? I miei colleghi mi prendono in giro quando faccio il prelievo. Perché il personale di Sala Operatoria, una volta l’anno, deve fare un controllo .
      Ma, nonostante la mia fobia per gli aghi, per il mio cesareo ho fatto l’anestesia spinale. E,ti confesso, non è andata affatto male. È più l’impressione per la sede dove viene praticata, che tutto il resto. Ma sentire il proprio figlio che piange, è indimenticabile….

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