La vita è preziosa

img_7520Alcuni anni fa, nel mio paese, è arrivato un sacerdote nuovo.
Don Giuseppe.

Era stato missionario in Africa per più di vent’anni.

Un giorno, mentre gli chiedevo di progettare un evento, mi ha risposto:” C’è ancora tempo. Bisogna imparare a vivere giorno per giorno, senza farsi prendere troppo dall’ansia per il futuro!”.

Sul momento, sono rimasta un po’ sconcertata, avevo un sacco di cose da preparare, come avrei fatto?

Poi ho capito il significato delle sue parole………

Un giorno, mi ha raccontato di quando viveva nella sua amata Africa.

E di quanto gli mancassero gli abitanti della Missione, dove lui era stato mandato…….

Ma a causa di gravi problemi di salute, i medici gli avevano proibito di tornare. Aveva contratto più volte la malaria e avrebbe corso un rischio enorme.

Diceva che inizialmente, quando era la’ da un paio di anni,  erano stati fatti diversi lavori di bonifica nelle paludi, ma poi si era tutto bloccato, per mancanza di fondi

E le zanzare erano tornate a prolificare, più intensamente di prima. Ha visto morire tanti bambini, i vaccini scarseggiavano ed anche il cibo era difficile da reperire.

Quindi , ogni singola giornata , era un dono di Dio.

Aveva imparato la loro lingua, aveva scoperto sentieri meno difficili da percorrere, gli avevano insegnato l’uso delle erbe come lenitivo al prurito da puntura di zanzare.

L’avevano accolto a braccia aperte e lo avevano amato da subito.

Pur vivendo col poco, condividevano con chi aveva niente.

E nonostante la vita fosse difficile , non erano mai tristi.

E quando lui ha dovuto lasciarli, gli hanno fatto una grande festa.

Per ringraziarlo di tutto quello che aveva fatto per loro.

Ma lui amava dire che invece aveva preso una grande lezione di vita da tutti loro.

Don Giuseppe, ha portato un po’della sua Africa nei nostri cuori.

Con l’accoglienza verso tutti, la bontà, la generosità, l’umiltà , il sorriso, lo sguardo dolce, i modi delicati e gentili.

Grandi, piccini, persone che quasi non conosceva, indiani, slavi, età., ricevevano un saluto, una parola di conforto, una carezza sul viso.

Dopo quasi un anno, quando non aveva ancora compiuto sessant’anni, è morto d ‘infarto.

Ha lasciato un vuoto immenso.

A testimoniare la sua grande dote di missionario, è stato l’ultimo saluto di coloro che lo hanno incontrato, anche solo casualmente, lungo le vie del paese.

Lui mi ha insegnato che si può imparare ad essere felici con poco e che la vita è un bene prezioso.

Grazie per il tuo prezioso tempo!

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