Dislessia. Il coraggio di essere unici

Niente di più vero.

Ma essere se stessi, in una società come la nostra  è un po’ problematico.

Se poi sei imperfetto, peggio ancora.

Ma poche persone sanno quanto coraggio serve ad un bambino o ragazzo dislessico, per cercare di ottenere risultati simili agli altri.

Ecco allora , che insieme ai propri genitori, i loro alleati più tenaci e caparbi, cercano soluzioni ,  applicano nuove “angolazioni”, stabiliscono piani di studio e tabelle di marcia.

A mia figlia, ho fotocopiato un orario scolastico con relative materie ed orari. Su internet ce ne sono diverse. Lei ha scelto quella coi nanetti, colorata di rosa. L’ha appeso nella sua camera.

Per lei, preparare lo zaino è un vero supplizio. Ha paura di sbagliare giorno e/o materia.

Poi abbiamo creato un quadernone a ganci, suddiviso da fogli colorati , per distinguere le varie materie. Lo usa sia a scuola, che a casa per eseguire i compiti.

Il diario è semplice. Per evitare distrazioni con disegni o fumetti.

E poi le mappe. L’aiutano tantissimo. Fotocopiate o riassunte da lei. Perché anche se sbuffa, le ripeto sempre che servirà anche nei prossimi anni .

E tanti schemi con tracce relative all’argomento .

Come stratagemma le ho suggerito le associazioni d’idee. E devo dire che funziona bene.

È un buon sistema per non andare a sovraccaricare la memoria.

Quando vedo che comincia  a stancarsi, interrompiamo gli esercizi. Non serve a nulla proseguire.

Diventa controproducente.

Inizia a scrivere male, cancella un sacco di volte. In matematica, anche se ha davanti la Tavola Pitagorica, confonde le righe, i numeri, etc….

Ed ogni risultato positivo, va lodato.

Ed ogni  nostro scambio di sorrisi, sono la ricarica giusta per continuare.

Si’ ……..perché non tutti i giorni ho pazienza . E mi odio quando alzo il tono di voce perché non capisce .

E mi odio quando vorrei rimproverarla per le cancellature che quasi bucano il foglio……

E per le volte che mi sento frustrata perché piange e mi dice:” Mamma, non so proprio da che parte iniziare”, oppure ” Ho preso quattro, stamattina” ,  oppure ” Non ho più voglia di andare a scuola”.

Allora le ripeto sempre quello che penso.

Che  è una persona speciale , che la vorrei esattamente com’è , che anch’io in matematica ero una schiappa.

Ed il suo abbraccio forte forte ,  è il suo modo silenzioso per dirmi grazie.

Ma sono io che devo ringraziarla.

Che devo ammirarla per l’impegno e lo sforzo costante che quotidianamente impiega per fare del suo meglio……

Grazie, dolce Reby.

2 pensieri riguardo “Dislessia. Il coraggio di essere unici

  1. quanta pazienza, quanto amore…ma non basta, ci vuole anche l’intelligenza del cuore, preparazione e un intuito particolare, almeno credo perchè non ho esperienza in questo campo – credo che a te non manchi nulla di tutto questo!
    un saluto speciale a te e alla tua bambina speciale
    marina

    "Mi piace"

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